L'artista tedesco Thomas Lange e il giapponese Mutsuo Hirano intrecciano pittura e scultura in un percorso visivo che evoca lo spirito del Decameron come metafora della diversità e della vitalità dell'espressione artistica. È quanto propone la mostra 'Boccaccio 25' con cui Certaldo (Firenze) celebra i 650 anni dalla morte dell'autore a cui ha dato i natali.
L'itinerario si sviluppa tra le storiche sale di Palazzo Pretorio e gli spazi esterni della Loggia del Vicariato e del Giardino della casa da tè. Il viaggio di Boccaccio 25 si apre nella Loggia del Vicariato con nove sculture in terracotta di Mutsuo Hirano che, con tratti umoristici e dissacranti, evocano i differenti tipi umani descritti nelle novelle del Decameron, in un gioco di espressioni e maschere allegoriche. Dalla loggia si passa alla prima sala del palazzo, dove un doppio ritratto di Boccaccio, due dipinti speculari, e una versione tridimensionale in terracotta introducono alla sala del Vicario dove la pittura gestuale di Thomas Lange, ispirata alla Deposizione di Pontormo, dialoga con gli affreschi quattrocenteschi della sala e con una scultura di Hirano. Nell'Anticamera, ritratti monocromi di Lange rimandano ai volti delle donne di Teheran e delle vittime delle persecuzioni, mentre le sculture di Hirano amplificano il senso di dolore e speranza. La Camera delle Serve propone un'installazione immersiva: un labirinto di teli dipinti da Lange avvolge il visitatore in un vortice di volti e colori, esplorando il tema dell'identità con riferimenti alla cultura queer e underground.
Proseguendo con i temi dell'attualità, nella sala dell'Alcova, il mare diventa metafora: i dipinti di Lange evocano i naufragi dei migranti mentre una scultura in blu di Hirano emerge dalle onde come simbolo di speranza. La camera dei Forestieri ospita opere di Lange, ispirate a Pontormo e Botticelli, accanto ai tre demoni di Hirano, mentre il tema della guerra e della pace domina la Loggia Coperta.
L'installazione Fate di Hirano, infine, si innesta tra le mura del Giardino della casa da tè di Hidetoshi Nagasawa, ricollegandosi simbolicamente alle radici giapponesi dell'artista.
L'itinerario si sviluppa tra le storiche sale di Palazzo Pretorio e gli spazi esterni della Loggia del Vicariato e del Giardino della casa da tè. Il viaggio di Boccaccio 25 si apre nella Loggia del Vicariato con nove sculture in terracotta di Mutsuo Hirano che, con tratti umoristici e dissacranti, evocano i differenti tipi umani descritti nelle novelle del Decameron, in un gioco di espressioni e maschere allegoriche. Dalla loggia si passa alla prima sala del palazzo, dove un doppio ritratto di Boccaccio, due dipinti speculari, e una versione tridimensionale in terracotta introducono alla sala del Vicario dove la pittura gestuale di Thomas Lange, ispirata alla Deposizione di Pontormo, dialoga con gli affreschi quattrocenteschi della sala e con una scultura di Hirano. Nell'Anticamera, ritratti monocromi di Lange rimandano ai volti delle donne di Teheran e delle vittime delle persecuzioni, mentre le sculture di Hirano amplificano il senso di dolore e speranza. La Camera delle Serve propone un'installazione immersiva: un labirinto di teli dipinti da Lange avvolge il visitatore in un vortice di volti e colori, esplorando il tema dell'identità con riferimenti alla cultura queer e underground.
Proseguendo con i temi dell'attualità, nella sala dell'Alcova, il mare diventa metafora: i dipinti di Lange evocano i naufragi dei migranti mentre una scultura in blu di Hirano emerge dalle onde come simbolo di speranza. La camera dei Forestieri ospita opere di Lange, ispirate a Pontormo e Botticelli, accanto ai tre demoni di Hirano, mentre il tema della guerra e della pace domina la Loggia Coperta.
L'installazione Fate di Hirano, infine, si innesta tra le mura del Giardino della casa da tè di Hidetoshi Nagasawa, ricollegandosi simbolicamente alle radici giapponesi dell'artista.
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