Bambini e anziani protagonisti in Palazzo Vecchio per la tappa conclusiva del progetto del Consorzio Zenit che, insieme all'Istituto Pieraccini, ha promosso uno scambio epistolare tra 300 alunni delle scuole elementari Salviati, Battisti e Lavagnini e altrettanti ospiti di alcune rsa. In sei mesi oltre 2.000 le lettere, e anche poesie, con al centro i sogni e le paure. I temi più ricorrenti sono stati quelli del bullismo, della guerra e della tecnologia, con le sue opportunità e i suoi rischi. Tutte scritte a mano, una anomalia nell'era del digitale e imbustate, come si faceva una volta. Alcune delle lettere sono state lette nel Salone dei Cinquecento, alla presenza degli assessori del Comune di Firenze Benedetta Albanese (educazione) e Nicola Paulesu (welfare).
"Il tema del bullismo è molto serio, ha impatti pesanti su chi lo subisce e sulle loro famiglie. Ma anche in quelle situazioni che sembrano ingessate e impossibili da modificare, c'è spazio per andare avanti", ha detto Paulesu, mentre Albanese ha sottolineato la necessità di ascoltare i ragazzi, creando una rete con cui "raccogliere i bisogni per poi trasformarli in una risposta".
In Palazzo Vecchio ad ascoltare gli scambi epistolari tra 'nipoti' e 'nonni', anche l'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, il rabbino Gadi Piperno e l'imam Izzedin Elzir, che a loro volta hanno fatto dei brevi interventi sul tema della pace e della guerra, collegandolo anche ai fenomeni di bullismo.
"Questo progetto costituisce un'occasione per gli anziani che amano relazionarsi coi bambini ed è un'occasione per i bambini di relazionarsi con le loro fragilità con naturalezza fin da piccoli" ha spiegato Valentina Blandi, direttrice del Consorzio Zenit. Al progetto, hanno partecipato anche la Pubblica assistenza di Campi Bisenzio (Firenze) e il Coordinamento fiorentino delle Misericordie.
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