L'analisi dell'esperto per capire come si muovono i mercati

Borse tra alti e bassi, ma il mercato cambia faccia

La settimana segnata dalle tensioni sulla Groenlandia si chiude con poche perdite sui mercati finanziari, grazie al recupero di metà settimana. Molti investitori hanno approfittato dei ribassi per comprare, una strategia che negli ultimi anni spesso ha funzionato.

È tornato in voga anche il cosiddetto “TACO trade”: quando Donald Trump lancia minacce o annunci forti, i mercati scendono, ma poi risalgono quando arriva il compromesso. E molti ormai ci scommettono.

La vera novità è che a trainare i rialzi non sono più solo i grandi colossi tecnologici. Da tempo stanno tornando protagonisti settori rimasti in ombra per anni.
L’indice dei trasporti americani ha toccato nuovi record storici, così come quello delle piccole e medie aziende. Al contrario, i big del Nasdaq sono rimasti indietro, anche se il tema dell’intelligenza artificiale ha dato nuovi segnali di risveglio.

Europa meglio degli Stati Uniti

In Europa le borse chiudono la settimana leggermente in calo, ma dall’inizio dell’anno continuano a fare meglio di Wall Street. Molti investitori stanno spostando capitali verso Europa e Giappone, mentre gli Stati Uniti attirano molti meno fondi rispetto al passato.

A livello settoriale, soffrono le assicurazioni, mentre vanno bene le materie prime. A Milano il Ftse Mib perde meno dell’1%. Saipem e Tenaris brillano, mentre Fincantieri e Brunello Cucinelli sono tra i peggiori della settimana.

Dollaro giù, oro su

Il dollaro è in calo e si avvia alla peggior settimana degli ultimi mesi. Pesano sia i dati economici sia le incertezze geopolitiche, in particolare la questione Groenlandia: il futuro dell’isola resta poco chiaro e le parole di Trump continuano a creare tensione.

Con il dollaro debole, l’oro continua a salire e segna la miglior settimana dal 2020. Anche il petrolio è in rialzo, spinto dalle nuove tensioni in Medio Oriente e dalle minacce di intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran.

In sintesi, i mercati restano nervosi, ma stanno cambiando equilibri e protagonisti: meno fiducia nel dollaro, più attenzione all’oro, e un mondo finanziario sempre più influenzato dalla geopolitica.
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