L’analisi dell’esperto per capire come si muovono i mercati

Mercati sotto Shock: Dove si Arresteranno le Vendite?

Il terremoto finanziario in atto sta spingendo gli investitori a confrontarsi con tre grandi interrogativi: quale sarà l'impatto diretto sulle aziende più esposte, quanto peserà il rallentamento economico e fino a che punto influirà l'incertezza politica generata dalle scelte dell'amministrazione Trump.

Le aziende particolarmente colpite sono quelle che dipendono pesantemente da catene di approvvigionamento internazionali, in particolare del settore tecnologico. Accanto a queste, anche i comparti energetici e finanziari sono sotto pressione, essendo molto sensibili al peggioramento dello scenario economico generale. Questa situazione ha già causato significative perdite sui mercati azionari, con ribassi molto violenti concretizzatisi in sole poche ore che hanno già quasi eguagliato il drammatico 2022 (si veda grafico nella pagina seguente).

Dal punto di vista macroeconomico, il primo effetto tangibile è l'incremento della pressione inflazionistica. Le ultimissime proiezioni stimano che l'inflazione USA possa accelerare fino al 4,4%, comprimendo ulteriormente il potere d'acquisto dei consumatori, con conseguente riduzione della domanda. Ricordo che inflazione e immigrazione sono stati i 2 cavalli di battaglia che hanno consentito a Trump di vincere le elezioni.

Questo scenario negativo potrebbe tradursi in una contrazione, seppur lieve, del PIL reale, mentre il tasso di disoccupazione è atteso in aumento, probabilmente fino al 5,3% entro la fine dell’anno (altro che generare milioni di nuovi posti di lavoro per gli americani).

In questo contesto, la domanda principale che molti investitori si pongono è a quale livello potrebbe scattare un possibile rimbalzo dei mercati. Dopo una discesa così significativa, appare infatti naturale attendersi una reazione. Tuttavia, qualsiasi previsione non ha alcun senso, l'unica raccomandazione che mi sento di dare è quella di non unirsi mai alle vendite convulse come in queste ore.

Questo non perché sono "ottimista", ma perché unirsi al parco buoi è sempre la decisione peggiore. La politica rappresenta oggi l'incognita maggiore: basterebbe infatti una semplice e parziale retromarcia sulle tariffe da parte di Trump che ha fatto dell’imprevedibilità il suo atteggiamento quotidiano, per innescare immediatamente un'altrettanta violenta inversione di tendenza. A quel punto chi è fuori beccherebbe il secondo ceffone, molto più doloroso del primo.

Non è impossibile, infatti, immaginare uno scenario in cui Wall Street, attualmente prevista in forte ribasso, possa addirittura chiudere la giornata in territorio positivo, se ci fosse una qualsiasi dichiarazione da parte di chi ha scatenato tutto questo.

Gli investitori si trovano quindi ad affrontare una situazione altamente incerta e volatile, in cui è indispensabile mantenere nervi saldi e grande attenzione alle evoluzioni politiche, consapevoli che il quadro potrebbe radicalmente mutare, in un senso o nell'altro, in pochissimo tempo.

Non siamo molto distanti dai livelli legati al Covid e del 2022, quello che mette a dura prova la psiche degli investitori è che ci siamo arrivati in poche ore!


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