Nel corso del convegno 'Le implicazioni economiche e sociali della transizione demografica in Toscana', organizzato a Firenze da Irpet in collaborazione con Age-It, sono state presentate le conclusioni dello studio realizzato da Irpet sulle conseguenze del calo demografico e del cosiddetto inverno demografico sull'economia toscana. "Si apre uno spazio di intervento e di riflessione - ha sottolineato Nicola Sciclone, direttore di Irpet - che deve coinvolgere più politiche: sicuramente politiche per la natalità, ma anche politiche per gestire adeguatamente l'immigrazione".
Nei prossimi 40 anni secondo l'istituto, la popolazione under 14 si ridurrà di 89.000 unità, e quella in fascia 15-64, dunque in età da lavoro, perderà 612.000 persone, mentre gli over 65 cresceranno di 148.000 unità. Secondo quanto rilevato dall'indagine sulle nascite, condotta su un campione di oltre 1.700 donne fra i 25 e i 56 anni, il 70% delle madri dichiara di avere meno figli di quanti ne avrebbe desiderati, e fra le non madri il 73% esprime un desiderio di maternità; il gap tra fecondità desiderata e realizzata è dovuto nel 34% dei casi a difficoltà economiche e lavorative, e nel 18% a motivazioni culturali.
Peraltro, secondo l'Irpet, se prima della nascita dei figli le donne guadagnano in media circa 8.000 euro in meno all'anno rispetto agli uomini, tale gap sale a 12.000 euro dopo la nascita. Se tutte le madri con figli in età beneficiassero dell'asilo nido, la quota di donne che, disoccupate alla nascita del figlio, avrebbero un avviamento al lavoro entro due anni dalla nascita salirebbe dal 58% al 74%, e la quota di madri inattive che nella stessa finestra temporale si attiverebbero crescerebbe dal 43% al 72%.
Nei prossimi 40 anni secondo l'istituto, la popolazione under 14 si ridurrà di 89.000 unità, e quella in fascia 15-64, dunque in età da lavoro, perderà 612.000 persone, mentre gli over 65 cresceranno di 148.000 unità. Secondo quanto rilevato dall'indagine sulle nascite, condotta su un campione di oltre 1.700 donne fra i 25 e i 56 anni, il 70% delle madri dichiara di avere meno figli di quanti ne avrebbe desiderati, e fra le non madri il 73% esprime un desiderio di maternità; il gap tra fecondità desiderata e realizzata è dovuto nel 34% dei casi a difficoltà economiche e lavorative, e nel 18% a motivazioni culturali.
Peraltro, secondo l'Irpet, se prima della nascita dei figli le donne guadagnano in media circa 8.000 euro in meno all'anno rispetto agli uomini, tale gap sale a 12.000 euro dopo la nascita. Se tutte le madri con figli in età beneficiassero dell'asilo nido, la quota di donne che, disoccupate alla nascita del figlio, avrebbero un avviamento al lavoro entro due anni dalla nascita salirebbe dal 58% al 74%, e la quota di madri inattive che nella stessa finestra temporale si attiverebbero crescerebbe dal 43% al 72%.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














