Il sistema carcerario toscano continua ad essere afflitto da problemi di sovraffollamento, mancanza di sostegno psichiatrico, prospettiva lavorativa e affettività. In aggiunta la lista di attesa per le residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, Rems, continua ad aumentare. È in sintesi il quadro presentato in Consiglio regionale, in sede di commissione Sanità, dal garante toscano per i diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani, in occasione dell'illustrazione del rapporto annuale delle attività svolte nel 2023.
Al 31 dicembre dell'anno scorso nei 16 istituti toscani i detenuti erano 3.094, mentre a livello nazionale i carcerati erano più di 60 mila, il 44,5% di origini straniere, precisa una nota del Consiglio regionale. La relazione riporta, fra questi, 1.214 detenuti tossicodipendenti ovvero il 39,2% della popolazione complessiva, di cui 526 stranieri. Importanti i dati sulla patologia mentale: il 31,8% dei detenuti soffre di problemi psichiatrici, percentuale che sale al 34,56% se si considerano soltanto i cittadini extraUe.
L'istituzione del punto unico regionale per Toscana e Umbria, ad ogni modo, rappresenta- a parere di Fanfani- un "grande cambiamento" nelle relazioni che fra magistratura e servizio psichiatrico, in grado potenzialmente anche di deflazionare le liste d'attesa per le Rems, ovvero l'altro punto da seguire con attenzione del sistema penitenziario. Nelle due strutture di Volterra ed Empoli, sono ospitate rispettivamente 28 e 9 persone ma a far riflettere è la lunga lista d'attesa: 90 persone aspettano di farvi ingresso, al momento tuttavia restano in carcere. Numeri sicuramente in crescita rispetto ai 70 del 2021, ai 46 del 2021 e ai 33 del 2020. A incidere sono soprattutto le posizioni di chi è destinatario di una misura provvisoria: 53 in tutto, pari cioè al 59% dei casi.
Al 31 dicembre dell'anno scorso nei 16 istituti toscani i detenuti erano 3.094, mentre a livello nazionale i carcerati erano più di 60 mila, il 44,5% di origini straniere, precisa una nota del Consiglio regionale. La relazione riporta, fra questi, 1.214 detenuti tossicodipendenti ovvero il 39,2% della popolazione complessiva, di cui 526 stranieri. Importanti i dati sulla patologia mentale: il 31,8% dei detenuti soffre di problemi psichiatrici, percentuale che sale al 34,56% se si considerano soltanto i cittadini extraUe.
L'istituzione del punto unico regionale per Toscana e Umbria, ad ogni modo, rappresenta- a parere di Fanfani- un "grande cambiamento" nelle relazioni che fra magistratura e servizio psichiatrico, in grado potenzialmente anche di deflazionare le liste d'attesa per le Rems, ovvero l'altro punto da seguire con attenzione del sistema penitenziario. Nelle due strutture di Volterra ed Empoli, sono ospitate rispettivamente 28 e 9 persone ma a far riflettere è la lunga lista d'attesa: 90 persone aspettano di farvi ingresso, al momento tuttavia restano in carcere. Numeri sicuramente in crescita rispetto ai 70 del 2021, ai 46 del 2021 e ai 33 del 2020. A incidere sono soprattutto le posizioni di chi è destinatario di una misura provvisoria: 53 in tutto, pari cioè al 59% dei casi.
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