La pensione non basta più e si corre così ai ripari

E’ un modo per percepire liquidità immediata mantenendo comunque la possibilità di continuare a vivere nella propria casa. Nel 2024 molti hanno deciso di ricorrere alla formula della nuda proprietà, ossia di vendere il proprio immobile tenendosi il diritto di viverci. Fino alla morte o a tempo, a secondo dell’accordo preso con gli acquirenti, il cui identikit è abbastanza definito.

Dall’analisi dell’ufficio studi Fimaa-Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari aderente a Confcommercio Firenze emerge che gli immobili che finiscono sul mercato come nuda proprietà sono cresciuti dell’11% (il dato si riferisce al secondo semestre 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022). Nell’80% dei casi i venditori hanno un’età superiore a 65 anni: il denaro ottenuto serve per aiutare i figli, garantirsi una vita economicamente più tranquilla e aggiungere un gruzzolo alla pensione e avere un po’ più di tranquillità economica. Mentre gli acquirenti più attivi hanno un’età compresa tra 30 e 50 anni (che rappresentano il 60% del totale).

Dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa risulta che il 65,5% di chi vende lo fa per reperire liquidità. Secondo Tecnocasa, nella prima parte del 2023, il 60,7% delle compravendite di nuda proprietà è stato finalizzato all’investimento da mantenere nel tempo. Si tratta di una quota in crescita rispetto ad un anno fa, quando si fermava al 58,8%. La nuda proprietà, infatti, permette di acquistare l’immobile a un prezzo più basso rispetto a quello di mercato ed è una formula apprezzata dagli investitori. 
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