In una lunga intervista rilasciata a La Nazione, Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Nuova Antologia, ha ricordato gli anni di Giovanni Spadolini, dal suo ruolo di statista fino al giornalismo e all'attività culturale.
Nel corso della sua intervkista con il quotidiano, Ceccuti, per anni docente all'Università di Firenze, giornalista e studioso, ha ricordato Spadolini, al fianco del quale ha trascorso gran parte della propria vita, rievocando momenti e aneddoti molto importanti come la crisi di Sigonella e il rapporto con Giulio Andreotti, fino alla bontà che dimostrava di avere al di fuori del mondo politico e la grande passione per la storia e la cultura, e gli anni da premier della Repubblica Italiana, dopo aver ricevuto l'incarico da Pertini.
Dalle parole di Ceccuti, però, emerge anche una considerazione amara della Firenze di oggi, una città profondamnete cambiata rispetto agli anni di Spadolini, una città diversa e che, secondo Ceccuti, sta progressivamente smarrendo la propria identità, travolta dall'evoluzione della globalizzazione e alle prese con problemi complessi come la crisi abitativa, lo spopolamento del centro storico e la progressiva scomparsa delle botteghe e delle attività storiche: una realtà che probabilmente a Spadolini, dichiara Ceccuti al quotidiano, non sarebbe piaciuta affatto.
Nel corso della sua intervkista con il quotidiano, Ceccuti, per anni docente all'Università di Firenze, giornalista e studioso, ha ricordato Spadolini, al fianco del quale ha trascorso gran parte della propria vita, rievocando momenti e aneddoti molto importanti come la crisi di Sigonella e il rapporto con Giulio Andreotti, fino alla bontà che dimostrava di avere al di fuori del mondo politico e la grande passione per la storia e la cultura, e gli anni da premier della Repubblica Italiana, dopo aver ricevuto l'incarico da Pertini.
Dalle parole di Ceccuti, però, emerge anche una considerazione amara della Firenze di oggi, una città profondamnete cambiata rispetto agli anni di Spadolini, una città diversa e che, secondo Ceccuti, sta progressivamente smarrendo la propria identità, travolta dall'evoluzione della globalizzazione e alle prese con problemi complessi come la crisi abitativa, lo spopolamento del centro storico e la progressiva scomparsa delle botteghe e delle attività storiche: una realtà che probabilmente a Spadolini, dichiara Ceccuti al quotidiano, non sarebbe piaciuta affatto.
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