Fino al 12 aprile 2026 gli Uffizi aprono i nuovi spazi espositivi al piano terreno con "Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee", la prima mostra dedicata all'arte ceroplastica fiorentina tra XVI e XVII secolo.
Curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos, l'esposizione riporta alla luce una tradizione affascinante e oggi quasi dimenticata: quella della scultura in cera, una materia fragile e sensibile che, nelle mani dei maestri rinascimentali e barocchi,
sapeva imitare la vita come nessun'altra.
L'arte della cera affonda le sue radici nelle antiche maschere etrusche e nei ritratti romani ricordati da Plinio il Vecchio, sopravvivendo nei secoli tra devozione popolare ed ex voto.
Ma è nella Firenze medicea che conosce il suo apice, divenendo protagonista delle collezioni principesche accanto a dipinti e sculture in marmo o bronzo.
Curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos, l'esposizione riporta alla luce una tradizione affascinante e oggi quasi dimenticata: quella della scultura in cera, una materia fragile e sensibile che, nelle mani dei maestri rinascimentali e barocchi,
sapeva imitare la vita come nessun'altra.
L'arte della cera affonda le sue radici nelle antiche maschere etrusche e nei ritratti romani ricordati da Plinio il Vecchio, sopravvivendo nei secoli tra devozione popolare ed ex voto.
Ma è nella Firenze medicea che conosce il suo apice, divenendo protagonista delle collezioni principesche accanto a dipinti e sculture in marmo o bronzo.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














