“Meno 10% export e calo produzione fenomeni non strutturali”

"Il Chianti classico è in buona salute, le difficoltà incontrate nel 2023, per l'andamento climatico che ha regalato una vendemmia scarsa in quantità ma di ottima qualità, e una contrazione dell'export "di circa il 10%"soprattutto su mercati di riferimento come Usa e Canada in particolare per il fenomeno del sovra-stoccaggio, non sono strutturali ma solamente un fenomeno passeggero, congiunturale, e ci sono buoni segnali sulle vendite al consumatore finale che dimostrano la grande stabilità della denominazione". Parola di Giovanni Manetti, presidente del consorzio del Chianti classico in occasione di Chianti classico Collection, presentazione delle nuove annate in commercio, in corso oggi e domani alla Stazione Leopolda di Firenze.

Il Gallo nero celebra quest'anno i 100 anni dalla nascita del consorzio con la mostra "Chianti Classico Century" e una serie di appuntamenti che si svolgeranno durante l'arco dell'anno. Alla Collection prendono parte 211 cantine per un totale di 773 etichette in degustazione.

Per quanto riguarda il 2023, spiega una nota, "l'anno si chiude con alcuni risultati di rilievo: in particolare, l'ottimo exploit del mercato interno e l'ulteriore crescita in valore e notorietà della Gran Selezione. In generale cresce il valore attribuito ai vini della denominazione del Gallo Nero" e "per quel che riguarda il prodotto imbottigliato, si conferma la forte presenza - in volumi venduti e in valore -delle tipologie 'premium' del Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione. Nel 2023 le due tipologie hanno infatti rappresentato, congiuntamente, circa il 42% della produzione e il 54% del fatturato".

Sul fronte delle esportazioni gli Usa, che nel 2022 avevano registrato un vero e proprio boom di vendite di Gallo Nero, si confermano ancora una volta primo mercato di riferimento assorbendo  il 35% delle bottiglie di Gallo nero. Segue il Canada stabile al terzo posto (10%), il Regno Unito (7%). In crescita il mercato interno, passato dal 19 al 22%.

"Siamo molto soddisfatti dell'affermazione del Chianti Classico sui mercati internazionali - sottolinea Manetti - e, in quest'anno particolare, dell'exploit del mercato italiano e della tenuta di tutti gli altri mercati storici per i vini del Gallo Nero. La nostra distribuzione è capillare e siamo presenti in oltre 160 paesi”.
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