La Fondazione del Teatro del Maggio musicale fiorentino annuncia, in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis, la programmazione dell'opera Il Ciro di Alessandro Scarlatti dal dramma del cardinale Pietro Ottoboni, mai rappresentata in tempi moderni dalla sua prima esecuzione del 1712. Due gli spettacoli in cartellone, il 10 e l'11 ottobre al Teatro Goldoni di Firenze.
Sul podio dell'Orchestra barocca dell'Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Maria Paola Viano, le scenografie sono di Darko Petrovic i costumi di Giovanna Fiorentini e le luci di Nevio Cavina. Alcuni fondali dello spettacolo sono realizzati sui disegni originali di Filippo Juvarra. La produzione sarà documentata e ripresa da Sky Italia che ne realizzerà un documentario. L'opera verrà trasmessa sulla piattaforma il 24 ottobre in occasione del trecentesimo anniversario della morte del compositore.
"Si tratta di un evento straordinario, che restituisce alla vita teatrale un capolavoro dimenticato, rivelatore della grandissima ricchezza creativa di Scarlatti spesso trascurata, la cui influenza segna in profondità la storia della musica europea - commenta il sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes -. Questa produzione si inserisce pienamente nella missione del Maggio: essere luogo di eccellenza artistica, ma anche di ricerca, riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale". Fuortes ringrazia poi "tutti coloro che hanno reso possibile questo ambizioso progetto, a iniziare da Maurizio Fornero, direttore dell'Academia Montis Regalis, con la consapevolezza che solo attraverso il dialogo tra memoria e innovazione si rinnova davvero il teatro musicale".
Per Fornero "riportare in vita questa partitura significa non solo valorizzare un patrimonio musicale ancora troppo poco eseguito, ma anche offrire al pubblico l'opportunità di riscoprire la forza e la modernità del suo linguaggio. È una sfida artistica che affrontiamo con entusiasmo, insieme ai nostri partner, che desidero ringraziare sentitamente: il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Fuortes, per il sostegno e la visione condivisa e Piero Maranghi, direttore di Sky classica HD, per aver creduto nel valore culturale di questa riscoperta e per il prezioso contributo alla sua diffusione".
Sul podio dell'Orchestra barocca dell'Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Maria Paola Viano, le scenografie sono di Darko Petrovic i costumi di Giovanna Fiorentini e le luci di Nevio Cavina. Alcuni fondali dello spettacolo sono realizzati sui disegni originali di Filippo Juvarra. La produzione sarà documentata e ripresa da Sky Italia che ne realizzerà un documentario. L'opera verrà trasmessa sulla piattaforma il 24 ottobre in occasione del trecentesimo anniversario della morte del compositore.
"Si tratta di un evento straordinario, che restituisce alla vita teatrale un capolavoro dimenticato, rivelatore della grandissima ricchezza creativa di Scarlatti spesso trascurata, la cui influenza segna in profondità la storia della musica europea - commenta il sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes -. Questa produzione si inserisce pienamente nella missione del Maggio: essere luogo di eccellenza artistica, ma anche di ricerca, riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale". Fuortes ringrazia poi "tutti coloro che hanno reso possibile questo ambizioso progetto, a iniziare da Maurizio Fornero, direttore dell'Academia Montis Regalis, con la consapevolezza che solo attraverso il dialogo tra memoria e innovazione si rinnova davvero il teatro musicale".
Per Fornero "riportare in vita questa partitura significa non solo valorizzare un patrimonio musicale ancora troppo poco eseguito, ma anche offrire al pubblico l'opportunità di riscoprire la forza e la modernità del suo linguaggio. È una sfida artistica che affrontiamo con entusiasmo, insieme ai nostri partner, che desidero ringraziare sentitamente: il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Fuortes, per il sostegno e la visione condivisa e Piero Maranghi, direttore di Sky classica HD, per aver creduto nel valore culturale di questa riscoperta e per il prezioso contributo alla sua diffusione".
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