Domenica la gara decisiva per il tecnico, che pensa a lanciare Dzeko dall'inizio. Intanto la società difende il mister ma sa che in caso di risultato negativo il cambio sarebbe inevitabile

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Dentro, o fuori. Stavolta sembra esser davvero arrivata la partita "della vita o della morte". Del resto è stato il direttore sportivo Daniele Pradè ad ametterlo. Contro il Lecce insomma, la Fiorentina ma soprattutto Stefano Pioli si giocano presente e futuro. La questione è (purtroppo) semplice: o il tecnico vince o quasi sicuramente vedà concludersi la sua esperienza sulla panchina viola. Certo, nessuno si augura che sia questo il finale. Anzi. La società infatti (su tutti il presidente Commisso) non ha nessuna voglia di dover cambiare allenatore e per questo si sta facendo quadrato il più possibile attorno a tecnico e gruppo per preparare al meglio la gara più delicata di questo complicatissimo avvio di stagione. Certo, non è semplice. Perché l'ambiente ha ormai perso la pazienza e perché la pressione al Franchi sarà fortissima.

Da parte sua il mister se la giocherà ovviamente con la miglior formazione possibile anche se molto probabilmente dovrà fare a meno di Gosens, alle prese con un risentimento muscolare rimediato a San Siro con l'Inter. Al suo posto potrebbe trovar spazio il giovane Fortini che, a differenza di Parisi, ha sempre dato buone risposte quando è stato chiamato in causa. In campo comunque dovrà andare una squadra decisa, coraggiosa, e che non si faccia schiacciare e dominare dalla paura. Ecco perché non ci sarebbe da sorprendersi se trovasse una maglia da titolare Edin Dzeko. Uno che in carriera ha attraversato qualsiasi tipo di mare e che certo non difetta in personalità. Vero è che Kean ha dimostrato di giocar meglio senza un altro attaccante vero accanto, ma più che la tattica in questo caso conterà la testa e uno come il bosniaco ha tutta l'esperienza e il carisma per caricarsi i compagni sulle spalle. Si vedrà. Intanto il gruppo lavora al Viola Park mentre il club inizia a pensare anche a qualche teorico candidato per la panchina. De Rossi non sarebbe al momnento tra i candidati, così come Thiago Motta. Qualche spiffero porta in direzione di Vanoli, anche se non sarebbero da escludere soluzioni a sorpresa. Magari dall'estero. La speranza però, come detto, è non doversi porre sul serio il problema
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