L'obiettivo è rendere la città punto di riferimento per diplomazia e diritto internazionale

Istituire a Firenze una Consulta comunale permanente per la Pace, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo della città come promotrice di diplomazia e diritto internazionale: è l'obiettivo del documento 'Firenze Città Operatrice di Pace', sottoscritto da numerose associazioni e firmatari del mondo culturale, sociale e religioso, e presentato oggi all'abbazia di San Miniato al Monte.
    
"E' un progetto che nacque nel 1985 quando il Consiglio comunale approvò la delibera che dichiarava Firenze città operatrice di pace", ha affermato Moreno Biagioni, portavoce dell'iniziativa. Il documento richiama l'articolo 11 della Costituzione e il modello della 'diplomazia delle città' ispirato a Giorgio La Pira: tra i temi centrali, la difesa del diritto internazionale, il contrasto al riarmo e al commercio di armi, e l'impegno educativo e sociale per la pace.

    
"C'è l'idea di fare in Palazzo Vecchio - ha spiegato Biagioni - un punto di riferimento per tutte le realtà pacifiste della città, una specie di 'Forum della Pace' che poi prenda iniziative. Per questo abbiamo rilanciato questo documento, che è stato sottoscritto da centinaia di persone e da decine di associazioni: penso che presto faremo un'assemblea fra tutti quelli che hanno sottoscritto questo documento per assumere poi delle iniziative concrete. Rilanciare questa idea è veramente importante in questo momento perché nel mondo si sta andando in una direzione diversa: la legge del più forte ha ripreso il sopravvento sulle vie della diplomazia e dei dei trattati".
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