Il cubo nero edificato al posto dell'ex Teatro Comunale di Firenze "mi sembra un intervento stile Trump, un progetto sfacciato, arrogante, presuntuoso che si staglia sui tetti di Firenze senza dialogare con gli altri palazzi".
Lo dice la marchesa fiorentina Bona Frescobaldi che, in una intervista a La Stampa, dichiara il suo "stupore" 'per un progetto che "mi sembra del tutto fuori contesto". E al suo amico re Carlo d'Inghilterra, il cubo nero non piacerebbe: "È un intervento completamente contrario al suo gusto e ai suoi canoni estetici. Con il suo architetto di fiducia, Léon Krier, scomparso a fine giugno, ha voluto rifare totalmente le facciate delle residenze reali per averle del colore giusto e più consono alla tradizione".
A Firenze "ho visto questa grande parete di specchi estremamente impattante. Sono abituata ad avere tante difficoltà nell'avere permessi quando vorrei spostare una finestra di dieci centimetri, anche in campagna. Noi siamo molto attenti perciò mi stupisce vedere queste cose. È stata una sorpresa scoprire che quel cubo è spuntato improvvisamente nel centro di Firenze". Tuttavia, spiega, "è troppo presto per dare giudizi e avventarsi in richieste di correttivi. Devo ancora comprendere come è quel palazzo visto dal basso, quelle torri con le pareti nere, la piazza sotto".
L'auspicio, aggiunge Bona Frescobaldi, "è che committenti e progettisti ci spieghino la loro visione di bellezza di questo intervento, i motivi di un progetto così deciso e diverso dalle architetture fiorentine".
Lo dice la marchesa fiorentina Bona Frescobaldi che, in una intervista a La Stampa, dichiara il suo "stupore" 'per un progetto che "mi sembra del tutto fuori contesto". E al suo amico re Carlo d'Inghilterra, il cubo nero non piacerebbe: "È un intervento completamente contrario al suo gusto e ai suoi canoni estetici. Con il suo architetto di fiducia, Léon Krier, scomparso a fine giugno, ha voluto rifare totalmente le facciate delle residenze reali per averle del colore giusto e più consono alla tradizione".
A Firenze "ho visto questa grande parete di specchi estremamente impattante. Sono abituata ad avere tante difficoltà nell'avere permessi quando vorrei spostare una finestra di dieci centimetri, anche in campagna. Noi siamo molto attenti perciò mi stupisce vedere queste cose. È stata una sorpresa scoprire che quel cubo è spuntato improvvisamente nel centro di Firenze". Tuttavia, spiega, "è troppo presto per dare giudizi e avventarsi in richieste di correttivi. Devo ancora comprendere come è quel palazzo visto dal basso, quelle torri con le pareti nere, la piazza sotto".
L'auspicio, aggiunge Bona Frescobaldi, "è che committenti e progettisti ci spieghino la loro visione di bellezza di questo intervento, i motivi di un progetto così deciso e diverso dalle architetture fiorentine".
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