La Cgil commenta i dati diffusi dall'Inail: 'Nonostante lievi miglioramenti devono allarmarci'

Gli infortuni sul lavoro in Toscana nel corso del 2025 sono scesi dello 0,91%, passando dai 47.246 infortuni del 2024 a 46.813 del 2025, mentre gli infortuni mortali passano da 68 a 67, e le malattie professionali denunciate salgono da 13.714 a 16.452: lo affermano i dati diffusi dall'Inail. "Sono dati che, nonostante lievi miglioramenti, devono allarmarci perché sulla salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici abbiamo tutti da lavorare molto", ha commentato Mirko Lami, del dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro Cgil Toscana.
    
Secondo i dati la situazione è andata migliorando nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto Livorno, Pistoia e Prato, ma gli infortuni sono aumentati nelle province di Lucca, Massa, Pisa e Siena. Gli infortuni crescono tra i lavoratori extracomunitari e tra le donne. In tutte le province la Cgil rileva incrementi significativi delle denunce delle malattie professionali. "Scendono i tumori da 216 a 197 - dice Lami - ma sono in netto aumento le malattie relative al sistema nervoso, malattie dell'orecchio e udito, della cute; ma purtroppo il peggior dato riguarda le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, da 7.736 denunce del 2024 si passa a quasi 10mila nel 2025".

    
Secondo il sindacalista è necessario lavorare sulla sicurezza "a partire dalla formazione dopo la scuola, cioè da quando si inizia a lavorare, con una formazione che deve essere fatta ogni volta che si cambia lavoro. Si deve entrare nella logica che il lavoratore debba essere formato ogni settimana, ritagliando dall'orario di lavoro le ore per una formazione continua che deve entrare nella cultura della formula 'Formazione e produzione uguali sono', se vogliamo più salute e più sicurezza nei luoghi di lavoro". 
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