L’accordo siglato in Scozia dagli Statio Uniti e dall’Unione Europea lascia più interrogativi che sicurezze, e apre ad una stagione di incertezza che, spiega il presidente della sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Toscana Nord Federico Albini, rischia di penalizzare soprattutto le imprese di medie e piccole dimensioni, che potrebbero incontrare più di una difficoltà a gestire l’incertezza della logistica e la catena di approvvigionamento.
“In questo senso, diventa essenziale affidarsi a imprese di consolidata esperienza nell'organizzazione dei trasporti, della logistica e delle operazioni doganali e che già altre volte, in questi pochi anni hanno resistito a quelle che avrebbero potuto essere tempeste perfette” afferma Albini.
Il contraccolpo economico della situazione internazionale, spiega ancora il presidente della sezione Trasporti e Logistica, si sentirà fra qualche mese, quando nel concreto i dazi cominceranno a fare effetto.
Per proteggere e sostenere il comparto, suggerisce Albini, serve adesso accelerare sulla rimozione definitiva degli ostacoli al commercio interno all’Unione Europea e avviare definitivamente la stagione delle liberalizzazioni dei servizi, dell’ammodernamento delle infrastrutture e dell’armonizzazione delle discipline nazionali.
L’abbattimento delle barriere interne, afferma Albini citando le stime del Fondo Monetario Internazionale, comporterebbe una crescita del PIL europeo di ben sette punti percentuali.
Solo così, conclude, “il nostro continente” potrà “riprendere a crescere e stare così con piena dignità, al tavolo internazionale delle trattative".
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