A fronte dei dazi imposti dagli Usa, è necessario "un intervento strutturale da parte del Governo e delle Istituzioni affinché mettano a disposizione risorse straordinarie per fare fronte a questo nuovo e importante cambiamento".
Lo chiede Andrea Rossi, presidente di Avito, Associazione vini toscani Dop e Igp che rappresenta 24 Consorzi di tutela - dal Chianti Classico alla denominazione di Bolgheri - e il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. "Il mercato Usa per il vino toscano" ricorda Avito "rappresenta il 37% dell'export con un valore medio annuo di oltre 400 milioni di euro". I dazi, si osserva dunque, "si ripercuoteranno in maniera importante sui consumi e quindi sulle economie delle nostre aziende che operano su uno dei settori strategici della Toscana, ma anche del Paese".
"Chiediamo inoltre una maggiore flessibilità sugli strumenti di promozione, a partire dall'Ocm; quindi, pensare insieme al mondo produttivo a nuove strategie e investimenti in nuovi mercati cercando una integrazione rispetto a quello statunitense", aggiunge Rossi che ricorda come la nuova variabile dei dazi faccia seguito ad altre intervenute negli ultimi cinque anni.
"Prima la pandemia, poi il picco dei costi energetici, l'aumento incondizionato dei tassi di interesse, la peronospora, tutti eventi non controllabili e non prevedibili da parte dei produttori che hanno cercato comunque di reagire, ma a questo punto è doveroso chiedere alle Istituzioni di sostenere con interventi straordinari un settore così importante, quale quello del vino", conclude Rossi che già nei giorni scorsi aveva firmato una lettera indirizzata ai ministeri italiani di competenza, ai negoziatori europei, alla Regione Toscana e ai presidenti di Federdoc e Unione italiana vini, per chiedere attenzione e sostegno per le imprese vitivinicole toscane sulla questione dei dazi Usa.
Lo chiede Andrea Rossi, presidente di Avito, Associazione vini toscani Dop e Igp che rappresenta 24 Consorzi di tutela - dal Chianti Classico alla denominazione di Bolgheri - e il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. "Il mercato Usa per il vino toscano" ricorda Avito "rappresenta il 37% dell'export con un valore medio annuo di oltre 400 milioni di euro". I dazi, si osserva dunque, "si ripercuoteranno in maniera importante sui consumi e quindi sulle economie delle nostre aziende che operano su uno dei settori strategici della Toscana, ma anche del Paese".
"Chiediamo inoltre una maggiore flessibilità sugli strumenti di promozione, a partire dall'Ocm; quindi, pensare insieme al mondo produttivo a nuove strategie e investimenti in nuovi mercati cercando una integrazione rispetto a quello statunitense", aggiunge Rossi che ricorda come la nuova variabile dei dazi faccia seguito ad altre intervenute negli ultimi cinque anni.
"Prima la pandemia, poi il picco dei costi energetici, l'aumento incondizionato dei tassi di interesse, la peronospora, tutti eventi non controllabili e non prevedibili da parte dei produttori che hanno cercato comunque di reagire, ma a questo punto è doveroso chiedere alle Istituzioni di sostenere con interventi straordinari un settore così importante, quale quello del vino", conclude Rossi che già nei giorni scorsi aveva firmato una lettera indirizzata ai ministeri italiani di competenza, ai negoziatori europei, alla Regione Toscana e ai presidenti di Federdoc e Unione italiana vini, per chiedere attenzione e sostegno per le imprese vitivinicole toscane sulla questione dei dazi Usa.
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