Il sindacato di polizia penitenziaria punta il dito contro la gravissima situazione delle carceri delle due regioni, tra cui Sollicciano

"Profonda preoccupazione e sdegno per la drammatica sequenza di morti nel distretto penitenziario toscano-umbro dall'inizio dell'anno". Così in una nota il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci: "La situazione, già critica nelle carceri di Prato e di Firenze-Sollicciano nei mesi scorsi - afferma -, si è ulteriormente aggravata con i recenti decessi registrati a Perugia e nuovamente questa notte a Sollicciano dove un detenuto è morto probabilmente per abuso di sostanze stupefacenti o psicofarmaci".
    
"Le nostre carceri si sono trasformate in vere e proprie farmacie a cielo aperto, dove i detenuti tossicodipendenti, in preda alla disperazione, cercano sollievo dall'astinenza miscelando psicofarmaci con sostanze come codeina, ossicodone, fentanyl, eroina, subxone, shaboo e crack, di cui i nostri istituti penitenziari sono purtroppo saturi - dichiara il sindacalista che denuncia "con fermezza le gravi violazioni delle regole penitenziarie europee da parte dell'Amministrazione penitenziaria centrale":
il Dap "non ha mai provveduto alla necessaria formazione antidroga del personale di polizia penitenziaria per la ricerca e l'individuazione di sostanze stupefacenti all'interno delle strutture carcerarie nè ha potenziato i nuclei cinofili come dovuto e come richiesto più volte vanamente dallo stesso sindacato".

"Il Provveditorato umbro-toscano dell'Amministrazione penitenziaria oltre ad aver assegnato una direttrice part-time al carcere di Sollicciano, continua a gestire i trasferimenti dei detenuti come se fossero palline di un flipper, in una sorta di roulette russa che mette costantemente a rischio la loro vita - aggiunge Beneduci -: il penultimo ultimo tragico episodio nel distretto toscano umbro risale a ieri 12 marzo quando un detenuto tunisino di 56 anni è deceduto dopo aver appiccato un incendio nella sua cella nel carcere di Capanne a Perugia. A questo drammatico evento ha fatto seguito la morte del detenuto di Sollicciano che segue i suicidi avvenuti il 14 febbraio 2025 nel carcere fiorentino dove un giovane di origine romena si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della sua cella, e a Prato, dove un detenuto nordafricano si è suicidato inalando gas da una bomboletta da campeggio".
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