Le parole di una vita di impegno al centro di ‘A Penelope che prende la valigia’, una lettera che la capogabinetto e ideatrice de ‘Toscana delle donne’ dedica alla figlia

Quelle parole indispensabili nel bagaglio culturale dei movimenti femministi, protagonisti di decenni di lotte e conquiste, che sono parte attiva del patrimonio personale di Cristina Manetti, capo di gabinetto della Regione Toscana e ideatrice de “Toscana delle donne” e che ora diventano il filo conduttore dell’ultimo libro di Manetti, “A Penelope che prende la valigia”, che sarà presentato lunedì alla Giunti Odeon.

Manetti, intervistata da La Nazione, ha raccontato che il libro si fonda proprio sull’esperienza della “Toscana delle donne”, un progetto che ha raccontato essere nato senza aspettative per paura di non riuscire a rispettarle, ma che con il tempo è diventato un appuntamento importantissimo.

In particolare è stato ispirato da un incontro dedicato all’importanza delle parole e del linguaggio, che ha ispirato Manetti richiamandole il tema del viaggio, ed è proprio il viaggio, del quale la valigisa è "il simbolo", il sentiero su cui hanno viaggiato i movimenti femministi nel corso degli anni, ad aver ispirato la scrittura del libro.

E se “viaggio” è una parola che implicitamente contiene movimento e cambiamento, altre parole sono state fondamentali per Manetti nella scrittura del libro, da “compassione”, un atteggiamento che al suo interno contiene inevitabilmente l’ascolto e l’empatia, “speranza”, “libertà”, ma anche termini che sono stati assunti come parte di stereotipi femminili, come “gentilezza” e “allegria”.

Infine, la parola che al suo interno, se vogliamo, racchiude sia la libertà, che la speranza, che l’allegria: “futuro”.

Una parola che Manetti ha raccontato esserle cara, soprattutto se pensa alla figlia: “Ho paura di questa società fondata sui social perché ho paura che l’uso dei dispositivi finisca con il togliere loro fantasia e immaginazione. Li vedo impegnati così tanto in una dimensione non reale che corrono il rischio di dissociarsi dalla realtà e perdere momenti importanti per la loro crescita”.
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