I dati del III trimestre 2025 della nota congiunturale Irpet restituiscono l'immagine di un'economia della Toscana "in frenata, più diseguale, pur conservando ancora molti segni positivi", secondo i ricercatori dell'istituto. L'occupazione continua a crescere, ma con aumenti più contenuti: gli addetti dipendenti aumentano ancora (+1,6%), ma meno rispetto al 2024, con un contributo positivo del tempo indeterminato e una marcata debolezza del Made in Italy, soprattutto nei comparti moda.
Sopra la media regionale si attestano Pistoia (+2,2%), Massa Carrara (+2,1%), Lucca (+2%), Arezzo (+1,9%), Grosseto (+1,8%) Pisa (+1,7%); sotto, Firenze, Livorno (+1,5%), Siena (+1,3%), Prato (+0,5%). In questo quadro, spiegano i ricercatori nella nota, "si allargano i divari territoriali: tengono le aree con specializzazioni in cantieristica, meccanica e farmaceutica, mentre risultano più in difficoltà i territori a forte concentrazione di produzioni del tessile-abbigliamento".
In parallelo le esportazioni regionali crescono in modo eccezionale (+25,5%), grazie però al contributo di pochi settori trainanti, quasi esclusivamente la farmaceutica, contribuendo anch'esse a dinamiche provinciali molto polarizzate.
Il turismo, dopo il recupero post-pandemico del 2024, entra invece in una fase di rallentamento nel 2025, penalizzato secondo Irpet dal calo della domanda interna ed europea: "Resistono meglio le città d'arte - afferma Irpet -, prodotto di punta della Toscana, e crescono le destinazioni montane, tirate dalla crescita del turismo esperienziale, mentre le aree costiere risultano più fragili, fortemente esposte alla concorrenza di destinazioni balneari in paesi a basso costo della vita".
Sopra la media regionale si attestano Pistoia (+2,2%), Massa Carrara (+2,1%), Lucca (+2%), Arezzo (+1,9%), Grosseto (+1,8%) Pisa (+1,7%); sotto, Firenze, Livorno (+1,5%), Siena (+1,3%), Prato (+0,5%). In questo quadro, spiegano i ricercatori nella nota, "si allargano i divari territoriali: tengono le aree con specializzazioni in cantieristica, meccanica e farmaceutica, mentre risultano più in difficoltà i territori a forte concentrazione di produzioni del tessile-abbigliamento".
In parallelo le esportazioni regionali crescono in modo eccezionale (+25,5%), grazie però al contributo di pochi settori trainanti, quasi esclusivamente la farmaceutica, contribuendo anch'esse a dinamiche provinciali molto polarizzate.
Il turismo, dopo il recupero post-pandemico del 2024, entra invece in una fase di rallentamento nel 2025, penalizzato secondo Irpet dal calo della domanda interna ed europea: "Resistono meglio le città d'arte - afferma Irpet -, prodotto di punta della Toscana, e crescono le destinazioni montane, tirate dalla crescita del turismo esperienziale, mentre le aree costiere risultano più fragili, fortemente esposte alla concorrenza di destinazioni balneari in paesi a basso costo della vita".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














