Netto il segretario della sezione Firenze-Prato Fabrio Franchi: 'Gli investitori cercano di districarsi in una matassa di burocrazia'

"E' davvero assurdo che dopo quattro anni di iter autorizzativi e valutazioni da parte di quasi 40 enti, dalla Soprintendenza arrivino oggi prescrizioni tali che di fatto equivalgono a una bocciatura che compromette l'intero progetto" di "riconversione e reindustrializzazione del sito ex Bekaert a Figline Valdarno", la fabbrica ex Pirelli che fu delocalizzata nell'Est Europa dalla attuale proprietà belga. La critica è del segretario generale Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi, in merito a notizie per cui il progetto sarebbe bloccato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze.
     
"C'è - dice Franchi - un gruppo di investitori che da quattro anni sta cercando di districarsi nella matassa della burocrazia per un progetto da 170 milioni di investimenti e 200 posti di lavoro, che riguarda il settore delle rinnovabili e che risanerebbe, almeno in parte, la ferita subita otto anni fa da questo territorio con la chiusura della Bekaert. Ed è tanto più assurdo perché non stiamo parlando del centro storico di Firenze, ma del recupero di un'area industriale degradata e di una ex cava di estrazione".

      
"E allora la domanda che dobbiamo porci - prosegue il segretario Cisl - è se questo territorio ha ancora interesse per il lavoro. Perché pur comprendendo che tutti gli enti debbano svolgere il loro compito, bisogna prendere consapevolezza che proseguendo su questa abbiamo davanti a noi il deserto, senza investimenti, senza imprese, senza lavoro".

      
"E' indispensabile cercare sempre l'equilibrio giusto, per creare posti di lavoro, nella tutela di ambiente e storia - conclude Franchi -. Gli eccessi, su entrambi i fronti, sono ovviamente dannosi per la società. Ma deve essere chiaro a tutti che gli eccessi di tutela stanno diventando socialmente insostenibili".

       
"La metalmeccanica - aggiunge la segretaria Fim-Cisl Toscana, Flavia Capilli, su un settore di antica vocazione produttiva fiorentina - sta subendo un impoverimento industriale generato da abbandoni e delocalizzazioni verso Paesi europei con un livello di burocrazia minore e infrastrutture all'altezza. Dobbiamo snellire la burocrazia per creare nuovi posti di lavoro, ridistribuire reddito e fiducia a un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini occupazionali".
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