L’economia toscana e fiorentina è basata sull’export, specialmente verso gli Stati Uniti, dove nel 2024 sono stati esportati beni per un totale di sei miliardi di euro all’anno (per una cifra complessiva dell’export di 25 miliardi).
Una cifra considerevole che però, scrive stamani La Nazione, rischia di subire un colpo pesantissimo dai dazi al 30% minacciati dall’amministrazione Trump.
Secondo la stima che la Camera di Commercio di Firenze effettuò quando gli Usa minacciarono dazi al 20%, l’export fiorentino avrebbe subito un contraccolpo del 20%: ora che la percentuale è aumentata al trenta, gli affari rischiano di contrarsi di un miliardo di euro.
Una cifra esorbitante che potrebbe mettere in ginocchio aziende e territori che dell’esportazione hanno fatto il proprio marchio di fabbrica e che sul mercato americano hanno sempre puntato con decisione. Ma al quotidiano il presidente Massimo Manetti spiega che il colpo potrebbe essere durissimo anche per i consumatori americani, costretti a fare i conti con prezzi più alti per beni essenziali come i medicinali (settore all’avanguardia per la Toscana) e un dollaro molto più debole rispetto all’euro.
La soluzione negoziale fra Unione Europea e Stati uniti d’America è quella che Manetti, e in generale il settore economico-produttivo, si augurano. Ma qualora il dialogo con l’amministrazione americana fosse impossibile, le soluzioni possono essere la diversificazione dei mercati di destinazione, dall’America meridionale al Sud-Est asiatico, all’aggregazione di imprese.
Una cifra considerevole che però, scrive stamani La Nazione, rischia di subire un colpo pesantissimo dai dazi al 30% minacciati dall’amministrazione Trump.
Secondo la stima che la Camera di Commercio di Firenze effettuò quando gli Usa minacciarono dazi al 20%, l’export fiorentino avrebbe subito un contraccolpo del 20%: ora che la percentuale è aumentata al trenta, gli affari rischiano di contrarsi di un miliardo di euro.
Una cifra esorbitante che potrebbe mettere in ginocchio aziende e territori che dell’esportazione hanno fatto il proprio marchio di fabbrica e che sul mercato americano hanno sempre puntato con decisione. Ma al quotidiano il presidente Massimo Manetti spiega che il colpo potrebbe essere durissimo anche per i consumatori americani, costretti a fare i conti con prezzi più alti per beni essenziali come i medicinali (settore all’avanguardia per la Toscana) e un dollaro molto più debole rispetto all’euro.
La soluzione negoziale fra Unione Europea e Stati uniti d’America è quella che Manetti, e in generale il settore economico-produttivo, si augurano. Ma qualora il dialogo con l’amministrazione americana fosse impossibile, le soluzioni possono essere la diversificazione dei mercati di destinazione, dall’America meridionale al Sud-Est asiatico, all’aggregazione di imprese.
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