Ieri sera a Bergamo non è bastato il cuore alla Fiorentina. Il sogno è stato spezzato a pochi secondi dalla fine della partite. In finale di Coppa Italia contro la Juventus ci va l’Atalanta, al termine di un doppio confronto che nonostante l’inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, dopo il rosso a Nikola Milenkovic, la Fiorentina aveva quasi portato ai supplementari. A proposito del centrale serbo, con la Dea non è stata sicuramente la sua serata: il difensore viola è finito sul banco degli imputati per l'espulsione al 54' che, anche a detta di Italiano, ha deciso il match di ieri. Contro l'Atalanta il numero quattro, tra i più positivi all'andata, è stato autore probabilmente di una delle peggiori prestazioni in stagione.
Viene da chiedersi molto com'è possibile restare in dieci uomini su un'azione in contropiede in avvio di ripresa gestita con così troppa superficialità? Com'è possibile incassare la rete del 3-1 a pochissimi istanti dai supplementari ancora una volta in inferiorità numerica e in ripartenza? Stessa cosa, peraltro, avvenuta sull'inutile gol del 4-1 degli uomini di Gasperini. L'infilata presa al 94' dai viola a molti tifosi ha ricordato la notte di Praga col West Ham. Anche lì linea difensiva allo sbaraglio a pochi centimetri dal traguardo e beffa sul gong. Ma se in quel caso le alternative per Italiano c'erano, stavolta il contesto era diametralmente opposto. Perché, a logica, il ragionamento del tecnico fila: meglio giocarsi tutto in una singola azione randomica come una rimessa laterale, un contesto caotico in cui l'inferiorità numerica può scomparire, rispetto che gettarsi nei supplementari portandosi in casa per un'altra mezz'ora un nemico affamato. Lo hanno dimostrato gli ultimi minuti di gara, quando l'Atalanta ha esondato.
In poche parole è stata una sconfitta pesante, più per il morale che per la dimensione. Eppure, pensando alla Conference e alla rincorsa in campionato, i viola dovranno trovare ancora una volta la forza per ripartire e cercare di finire al meglio questa stagione.
Viene da chiedersi molto com'è possibile restare in dieci uomini su un'azione in contropiede in avvio di ripresa gestita con così troppa superficialità? Com'è possibile incassare la rete del 3-1 a pochissimi istanti dai supplementari ancora una volta in inferiorità numerica e in ripartenza? Stessa cosa, peraltro, avvenuta sull'inutile gol del 4-1 degli uomini di Gasperini. L'infilata presa al 94' dai viola a molti tifosi ha ricordato la notte di Praga col West Ham. Anche lì linea difensiva allo sbaraglio a pochi centimetri dal traguardo e beffa sul gong. Ma se in quel caso le alternative per Italiano c'erano, stavolta il contesto era diametralmente opposto. Perché, a logica, il ragionamento del tecnico fila: meglio giocarsi tutto in una singola azione randomica come una rimessa laterale, un contesto caotico in cui l'inferiorità numerica può scomparire, rispetto che gettarsi nei supplementari portandosi in casa per un'altra mezz'ora un nemico affamato. Lo hanno dimostrato gli ultimi minuti di gara, quando l'Atalanta ha esondato.
In poche parole è stata una sconfitta pesante, più per il morale che per la dimensione. Eppure, pensando alla Conference e alla rincorsa in campionato, i viola dovranno trovare ancora una volta la forza per ripartire e cercare di finire al meglio questa stagione.
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