Da Lucca a Dallinga e Pinamonti, la Fiorentina cerca un nove vecchio stile

Un gigante per Palladino. La missione affidata al ds viola Daniele Pradè per quanto riguarda il numero nove sembra ormai chiara: dare al tecnico della Fiorentina un centravanti di stazza e centimetriOltre a Kean, s’intende, con l’ex Juventus che potrebbe anche andare a ricoprire una casella di esterno d’attacco.
 
Il tutto al netto delle mille variabili del caso, tra cui la collocazione tattica di Beltran, la partenza di NzolaIkoné, perché no anche Kouame e/o Amrabat. Quest’ultimi non c’entrano niente con la casella di centravanti, ma tra il venderli e non farlo ci corrono diversi milioni da poter o meno investire. Basti pensare che Dallinga, centravanti del Tolosa, costa 25 milioni mentre Lucca ne costa 15, con l’aggiunta che per Kean ne sono già stati spesi 13 + altri 5 eventuali e futuri di bonus.
 
Ma tornando agli aspetti meno economici e più calcistici, il fascino del centravanti classico sembra essere tornato di grande attualità, sia nel calcio in generale che per quanto riguarda la Fiorentina stessa. In teoria anche con Italiano era stato fatto il tentativo di alternare un centravanti fisico e uno più mobile. Se in principio c’era Vlahovic, dopo la sua cessione arrivarono un nove classico come Cabral che si alternava con Piatek,  poi fu la volta di Cabral e Jovic, quindi di Nzola e Beltran, con l’innesto a gennaio anche di BelottiNessuno di questi, tuttavia, ha funzionato granché.
 
Adesso, con l’arrivo di Palladino, la caccia al nove di centimetri è ripartita, su input dello stesso neo tecnico della Fiorentina. Come detto, in questo momento le strade che sembrano essere le più sondate dalla dirigenza viola sono due: Thijs Dallinga, alto 1,90 e Lorenzo Lucca, che supera i 2 metri. Poi, ma più defilato, c’è un altro ragazzone che di professione fa il centravanti, Andrea Pinamonti, alto ‘solamente’ 1,85.
 
Certo, tra l’uno, l’altro e l’altro ancora ci possono essere, anzi ci sono, tutte le differenze del caso. Thijs Dallinga, punta olandese del Tolosa, ha feeling con il gol e la scorsa stagione ha realizzato 14 gol in Ligue 1, 4 in Europa League e uno in Coppa di Francia per un totale di 19 reti che si sommano alle 18 dell’anno precedente, sempre in Francia. A frenare sono i 25 milioni chiesti dal club di appartenenza, ma per il resto sarebbe un profilo ideale. Per quanto riguarda Lucca, dopo i gol segnati al Pisa in B e il disastroso capitolo in Olanda all’Ajax, quest’anno a Udine si è ritrovato, anche se molti tifosi viola ricorderanno come in quel match d’andata si sia mangiato un gol praticamente a porta vuota. Per lui 8 gol e 4 assist, non male, quasi il triplo di Nzola, che in questa Serie A si è fermato a 3 miseri gol. A livello di esborso l’Udinese lo valuta 15 e la Fiorentina non vorrebbe andare oltre i 12 milioni. I bonus potrebbero fare la differenza. In terza ruota c’è Pinamonti, altro profilo che piace da tempo a Pradè, ma che negli ultimi giorni è un po’ uscito dai radar, che il Sassuolo valuta tra 15 e 20 milioni. Se pensiamo al futuro, nei casi di Dallinga e Lucca il valore economico potrebbe schizzare verso l’altro, mentre nel caso di Pinamonti questo sarebbe tutto da vedere. La pista Retegui, invece, è ormai naufragata visti i 30 milioni che il Genoa vorrebbe per l’italoargentino.
 
Resta una semi certezza: oltre a Kean, Palladino vuole un gigante per il suo attacco, come aveva fatto a Monza con Djuric, che tutto sommato ha funzionato visto il rendimento dell’ex Hellas, in gol 4 volte in meno di metà stagione, tra cui anche alla Fiorentina, come da tradizione. A Pradè il compito di trovarlo e, soprattutto, prenderlo.

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