Per la Fiorentina il momento è dei più delicati, tra coppa e campionato

Gira e rigira, il tema torna sempre d’attualità: come affrontare la Conference? Giunti ormai alla quarta partecipazione consecutiva, il dilemma è sempre quello. Tante volte in passato la Fiorentina ha ‘pagato’ dazio dal dover (e voler) affrontare la terza coppa europea in maniera più o meno ‘seria’.
 
TURNOVER. Italiano e Palladino hanno approcciato la Conference in maniera opposta in tema di turnover: per il primo, il modo migliore per arrivare in fondo a coppe e campionato era dare spazio e minuti a tutti, pagando oggi per avere risultati domani; il secondo, invece, fece una scelta netta, per cui una Fiorentina A giocava in campionato e una B in coppa. Entrambi si sono scottati, a loro modo, chi più chi meno. E ora? Il dilemma si ripropone, a maggior ragione per come la Fiorentina di Pioli ha iniziato questa stagione. Se è vero che, proprio in virtù del pessimo inizio di campionato, la Conference può essere la via principale per andare in Europa l’anno prossimo e salvare la stagione, è anche vero che c’è una classifica di Serie A che pone la Fiorentina all’ultimo posto, con Bologna e Inter all’orizzonte un concreto rischio di trovarsi invischiati in un percorso molto (ma molto) pericoloso. Quindi, qual è la priorità adesso?
 
DELICATO. Il momento è delicato. Ogni singola scelta sarà da calibrare in maniera massimale. Non c’è margine d’errore. Perché se vincere aiuta a vincere, perdere aiuta a perdere. Uscire da Vienna con un altro risultato negativo, con Bologna e Inter alle porte, rischierebbe di aumentare la negatività generale che si respira attorno a questa Fiorentina. Allo stesso tempo, impiegare tutti i migliori e spendere troppo in Austria, potrebbe avere ripercussioni sulla sfida di domenica, match dal coefficiente di difficoltà decisamente più alto, ma anche dal sapore della gara della vita. Cioè, se la Fiorentina perdesse anche col Bologna, con poi l’Inter nella gara successiva, allora ci sarebbe davvero di che aver paura. 3 punti in 7 partite, che potrebbero diventare 3 in 8, e 3 in 9. Allo stesso tempo, per com’è stata riformulata la fase a girone di Conference, ogni punto lasciato per strada pesa in chiave classifica, per cui non si può ‘scialare’ troppo. Tanto più che quest’anno ci sono avversari di un livello superiore rispetto alle squadre trovate l’anno scorso. Per cui, non affrontare le gare di coppa col giusto piglio, pensando alla partita successiva di campionato, potrebbe portare a dover salutare anticipatamente anche la Conference, quindi privarsi di una eventuale via per tornare in Europa.
 
Insomma, un bel grattacapo per Pioli, che si ritrova a fine ottobre a navigare in acque davvero e quanto mai pericolose. Ma, soprattutto, con l’apparente incertezza di riuscire a ritrovare la rotta.

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