Fiorentina in cerca di se stessa

Era il 3 novembre quando la Fiorentina andava a vincere in quasi scioltezza a Torino coi granata. Lo fece a suo modo, sbloccando la gara praticamente alla prima occasione, con Moise Kean su lancio da dietro, concedendo praticamente nulla se non un’occasione agli avversari, amministrando e…volando.
 
75 giorni più tardi quella Fiorentina sembra non esistere più. Da squadra cinica ed ermetica sembra essere diventata sterile e fragile, fa fatica a riprendersi e a mantenere i ritmi, fisicamente e mentalmente. 75 giorni fa quella Fiorentina mise a referto la quinta di fila in Serie A, con l’ennesimo clean sheet, con il più classico del ‘1 tiro e 1 gol’. E via, altri 3 punti, 4 trasferta consecutiva senza subire gol, terza vittoria esterna consecutiva e sogni di gloria. Oggi la realtà è opposta. Non soltanto perché è stato racimolato solamente un punto nelle ultime 5 partite, ma anche perché la Fiorentina ha meritato di fare solamente quel punto. Dei momenti in cui le cose girano male ci sono sempre stati e sempre ci saranno nel corso delle stagioni, ma la sensazione che dà questa squadra è che si sia di fronte ad un vero e proprio tracollo verticale. E soprattutto senza apparente via d’uscita.
 
La Fiorentina prende gol con grande facilità, segna molto più a fatica, sta in partita per meno di un tempo e può perdere da tutti. E questo è accaduto dall’intervallo col Bologna in avanti. Costantemente, una volta dopo l’altra.
 
75 giorni dopo quello che era stato il manifesto di cosa era diventata la Fiorentina, cioè quella che come fanno le big vanno, segnano alla prima occasione, non concedono, compatte, unite e continue, la missione di Palladino è fin troppo evidente: raddrizzare la barra, correggere la rotta e rimettere la Fiorentina in careggiata. Domenica al Franchi arriverà un Torino che è messo molto peggio dei viola, ma che Vanoli sta provando a tenere a galla tra pareggini e punticini qua e là. Ma l’Udinese che arrivò al Franchi veniva da 1 vittoria nelle precedenti 7 gare giocate, mentre il Monza non vinceva da 11 partite.
 
Al netto di chi sia l’avversario di turno, insomma, serve che si ritrovi in primis la Fiorentina. 40 giorni dopo l’ultimo sorriso, quello col Cagliari. Sarebbe anche l’ora.

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