La notte più importante, per provarne a conquistare un’altra ancora più luminosa. La Fiorentina si gioca tutto nella semifinale di ritorno di Conference League con un obiettivo chiaro: raggiungere la terza finale europea consecutiva e mettere un timbro indelebile sulla gestione Palladino. Un tecnico che, alla vigilia del match più delicato della stagione, ha ricevuto l’investitura definitiva dalla società: opzione per il rinnovo esercitata, contratto fino al 2027. Una presa di posizione netta, che ha fatto rumore anche tra i tifosi, ancora divisi sul giudizio nei confronti dell’ex allenatore del Monza.
Ma stasera sarà il campo a parlare, e Palladino vuole rispondere con i fatti a chi ancora nutre dubbi. Lo farà con la formazione-tipo, su cui stampa e ambiente sembrano per una volta concordi: 4-2-3-1 con De Gea tra i pali, Comuzzo al centro della difesa al posto dell’escluso Pablo Marì, affiancato da Pongracic e Ranieri. Sulle fasce ci saranno Gosens a sinistra e il recuperato Dodo a destra, tornato a sorpresa dopo l’appendicite di fine aprile.
In mezzo, senza Cataldi, tocca ad Adli guidare la manovra, spalleggiato da Mandragora e da un Fagioli chiamato a riscattarsi dopo un periodo opaco. In avanti, Kean partirà dal 1’, pronto a spaccare la partita dopo aver fatto solo da comparsa all’andata. Dietro di lui, Gudmundsson avrà il compito di accendere la luce. E magari trascinare la Viola verso l’ennesimo sogno europeo.
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