Intervistato questa mattina da La Nazione, l’agente immobiliare Tommaso Birignani ha analizzato l’evoluzione nell’ultimo trentennio del mercato immobiliare fiorentino.
E più di una bolla, l’agente descrive la situazione del capoluogo toscano come di rallentamento, dato che le compravendite nel territorio cittadino stanno, appunto, rallentando, a causa del prezzo eccessivo e della sempre minore capacità delle famiglie di acquistare una casa.
In questo senso, l’evoluzione più impressionante non è tanto nel prezzo degli immobili, che certo è cresciuto nel corso degli ultimi trent’anni (ed è normale che sia così), quanto nella geografia del mercato: come spiega al quotidiano, una trentina di anni fa zone che adesso sono assediate dall’overtourism erano considerate popolari e poco attraenti dal punto di vista commerciale, come San Lorenzo, Santa Croce e l’Oltrarno, mentre aree adesso considerate quasi centrali, come i viali e piazza Savonarola, o comunque prossime al centro, come Statuto, piazza della Libertà, Coverciano e Campo di Marte, erano considerate piena periferia e quindi meno ricercate.
E ancora più all’esterno, San Jacopino, Novoli, Quaracchi erano considerate piena periferia, in un momento storico nel quale i servizi non si allungavano fino alle propaggini più esterne delle città: risultato, pochissimi cercavano casa là.
In trent’anni la situazione è cambiata moltissimo, spiega l’agente a La Nazione, complice l’evoluzione del mercato e della città, che si è sviluppata (basti pensare alla tramvia) riuscendo ad attirare sempre più persone.
E più di una bolla, l’agente descrive la situazione del capoluogo toscano come di rallentamento, dato che le compravendite nel territorio cittadino stanno, appunto, rallentando, a causa del prezzo eccessivo e della sempre minore capacità delle famiglie di acquistare una casa.
In questo senso, l’evoluzione più impressionante non è tanto nel prezzo degli immobili, che certo è cresciuto nel corso degli ultimi trent’anni (ed è normale che sia così), quanto nella geografia del mercato: come spiega al quotidiano, una trentina di anni fa zone che adesso sono assediate dall’overtourism erano considerate popolari e poco attraenti dal punto di vista commerciale, come San Lorenzo, Santa Croce e l’Oltrarno, mentre aree adesso considerate quasi centrali, come i viali e piazza Savonarola, o comunque prossime al centro, come Statuto, piazza della Libertà, Coverciano e Campo di Marte, erano considerate piena periferia e quindi meno ricercate.
E ancora più all’esterno, San Jacopino, Novoli, Quaracchi erano considerate piena periferia, in un momento storico nel quale i servizi non si allungavano fino alle propaggini più esterne delle città: risultato, pochissimi cercavano casa là.
In trent’anni la situazione è cambiata moltissimo, spiega l’agente a La Nazione, complice l’evoluzione del mercato e della città, che si è sviluppata (basti pensare alla tramvia) riuscendo ad attirare sempre più persone.
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