Nel 2023 furono 32 le persone che si rivolsero agli Organismi di Composizione della Crisi, nel 2024 87 e tra gennaio e maggio del 2025 sono state 32. Numeri importante che, spiega La Nazione questa mattina, sottolineano la situazione di grande fragilità economica di una parte della popolazione (sia fiorentina che nazionale, dato che il trend è comune a tutta Italia).
Molte persone indebitate hanno deciso di rivolgersi al Fondo diocesano di Solidarietà della Caritas per poter accedere ai servizi offerti dall’ente, che dopo la richiesta, spiega il quotidiano, raccoglie la documentazione fiscale e bancaria dell’individuo e lo indirizza verso due forme di aiuto differenti.
Chi si rivolge alla Caritas può infatti accedere alla Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura, tramite la quale si può accedere alla ristrutturazione del debito per renderlo più sostenibile sia nell’immediato che nel lungo periodo, anche grazie alla garanzia offerta dalla stessa Fondazione ai creditori che concederanno le proprie somme ai debitori per rimettersi in piedi. L’altra opzione è invece quella prevista dalla legge 3/2012 detta “salva-suicidi”, sulla base della quale viene nominato un professionista che si occupa di preparare la relazione per la ristrutturazione del debito, sul quale poi si esprimerà il tribunale dando o meno il via libera all’operazione.
Le operazioni del Fondo diocesano sono rese possibili grazie ai fondi stanziati dalla Fondazione CR Firenze nel progetto “Oltre” per sostenere le persone in situazione di grave vulnerabilità economica e sociale.
I servizi del Fondo diocesano sono infatti erogati a persone che si ritrovano esposti a situazioni di sovraindebitamento o di rischio usura o che, a causa di eventi improvvisi e non preventivabili (come la pandemia) si sono ritrovati in una situazione di grande debolezza economica.
La richiesta del Fondo alla Regione è semplice: “Una legge regionale che faciliti l’accesso a tutti quegli organismi di conciliazione utili per liberare l’accesso a questi strumenti di quelle spese insostenibili per chi è molto indebitato”.
Molte persone indebitate hanno deciso di rivolgersi al Fondo diocesano di Solidarietà della Caritas per poter accedere ai servizi offerti dall’ente, che dopo la richiesta, spiega il quotidiano, raccoglie la documentazione fiscale e bancaria dell’individuo e lo indirizza verso due forme di aiuto differenti.
Chi si rivolge alla Caritas può infatti accedere alla Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura, tramite la quale si può accedere alla ristrutturazione del debito per renderlo più sostenibile sia nell’immediato che nel lungo periodo, anche grazie alla garanzia offerta dalla stessa Fondazione ai creditori che concederanno le proprie somme ai debitori per rimettersi in piedi. L’altra opzione è invece quella prevista dalla legge 3/2012 detta “salva-suicidi”, sulla base della quale viene nominato un professionista che si occupa di preparare la relazione per la ristrutturazione del debito, sul quale poi si esprimerà il tribunale dando o meno il via libera all’operazione.
Le operazioni del Fondo diocesano sono rese possibili grazie ai fondi stanziati dalla Fondazione CR Firenze nel progetto “Oltre” per sostenere le persone in situazione di grave vulnerabilità economica e sociale.
I servizi del Fondo diocesano sono infatti erogati a persone che si ritrovano esposti a situazioni di sovraindebitamento o di rischio usura o che, a causa di eventi improvvisi e non preventivabili (come la pandemia) si sono ritrovati in una situazione di grande debolezza economica.
La richiesta del Fondo alla Regione è semplice: “Una legge regionale che faciliti l’accesso a tutti quegli organismi di conciliazione utili per liberare l’accesso a questi strumenti di quelle spese insostenibili per chi è molto indebitato”.
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