Preoccupati i sindacati: 'Non solo mancano i decreti attuativi, ma con la riforma viene sacrificata la capillarità territoriale'

Dal primo prossimo sarà avviata la sperimentazione su base nazionale in nove province italiane pilota tra le quali quella di Firenze per il riconoscimento della disabilità ai fini dell'invalidità civile. La nuova legge entrerà poi in vigore in tutto il territorio nazionale nel 2026. Lo rende noto l'Inps a cui il decreto legislativo 62/2024 ha affidato l'intero procedimento per il riconoscimento della disabilità, stabilendo che la valutazione di base (visita medica) non sia svolta più dalle Asl ma direttamente presso i Centri medico legali dell'Istituto.
    
Tra le novità più importanti, a partire appunto dall'1 gennaio 2025, operative nella provincia di Firenze, c'è che "il procedimento sarà avviato direttamente con la trasmissione del certificato telematico introduttivo da parte del medico certificatore, e il cittadino verrà chiamato a visita direttamente dall'Inps; la sperimentazione riguarderà tutte le richieste pervenute da cittadini residenti in provincia di Firenze ovvero domiciliati nella stessa provincia; per i cittadini residenti in provincia di Firenze ma domiciliati in province diverse non oggetto della sperimentazione non viene modificato l'iter di presentazione delle domande al fine di garantire la possibilità di essere visitati presso la Provincia di domicilio temporaneo; in Provincia di Firenze non sarà più necessario presentare la domanda amministrativa dopo l'invio del certificato telematico. Il procedimento di riconoscimento della disabilità si avvia direttamente con l'invio del certificato e l'eventuale prestazione economica riconosciuta al cittadino avrà decorrenza dal mese successivo alla presentazione del certificato".

    
In sostanza, spiega l'Inps, si tratta "di una semplificazione dell'intero processo per il riconoscimento della disabilità i cui benefici per i cittadini si potranno vedere quando la nuova legge sarà pienamente operativa": con l'Inps "titolare unico di tutte le fasi del procedimento e dopo la fase sperimentale ed il necessario periodo iniziale di assestamento, ci potrà essere una riduzione dei tempi di attesa delle risposte da parte dei cittadini".

Inps sottolinea inoltre che "tutte le domande di invalidità civile che arriveranno all'Inps di Firenze entro il 31 dicembre 2024, saranno gestite con la vecchia procedura e dunque i cittadini saranno chiamati a visita dalle Asl mentre i certificati telematici dei medici certificatori trasmessi entro il 31 dicembre 2024 che non saranno seguiti dalla domanda di invalidità datata entro il corrente anno non saranno più validi e il paziente dovrà richiedere un nuovo certificato a partire dall'1 gennaio 2025 per avviare il nuovo iter per il riconoscimento della disabilità".

"Esprimiamo forte preoccupazione in merito all'avvio sperimentale, previsto per l'1 gennaio 2025 della riforma della disabilità in nove province italiane, tra cui Firenze. Pur condividendo l'impianto della riforma il sindacato denuncia gravi criticità che rischiano di compromettere l'efficacia e l'accessibilità dei servizi per le persone con disabilità, per loro stessa natura fragili di fronte alle maglie della burocrazia italiana". Così Giancarla Casini per Cgil Firenze, Mirella Dato per Fp Cgil Firenze, e Emio Fabbri per Inca Firenze.
    
"In particolare, la Cgil sottolinea l'assenza di decreti attuativi - sottolineano in una nota -: a pochi giorni dall'avvio della sperimentazione infatti mancano ancora i decreti attuativi che dovrebbero definire nel dettaglio le modalità operative della riforma. Questa lacuna genera incertezza e confusione, tanto tra gli operatori del settore, a partire dall'Inps stesso per arrivare agli Istituto di patronato, quanto soprattutto tra gli stessi cittadini che ne sono direttamente interessati. Riteniamo inaccettabile avviare una riforma così delicata senza un quadro normativo certo".

Per gli esponenti Cgil e Inca "quel che è certa è la perdita di capillarità territoriale: l'accentramento delle commissioni mediche presso le sedi Inps rappresenta, ad oggi, un grave arretramento rispetto alle possibilità di accesso concesse dall'attuale sistema. Il passaggio dalle sedi Asl, capillarmente diffuse sul territorio e quindi più accessibili per gli utenti, a un'unica sede Inps localizzata nel capoluogo di provincia, o al massimo in altre due zone all'interno della cinta fiorentina. Ci chiediamo come potranno affrontare le difficoltà di spostamento i cittadini residenti nelle altre zone : il Mugello, l'Empolese val d'elsa, il Valdarno-Valdisieve e il Chianti".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies