Intervista al Presidente Giovanni Fittante

Villa Vittoria Cultura arriva al giro di boa della stagione 2026, con il Presidente Giovanni Fittante abbiamo tracciato un bilancio di metà anno.

Presidente Fittante, siamo arrivati a metà della stagione di Villa Vittoria Cultura. Che bilancio traccia di questi primi mesi?

“Direi decisamente positivo. Anche quest'anno Villa Vittoria Cultura ha confermato la propria identità: un luogo dove la cultura diventa occasione di dialogo, confronto e approfondimento. Abbiamo registrato una partecipazione crescente e, soprattutto, un pubblico molto attento e partecipe. È il segnale che esiste ancora una forte domanda di cultura di qualità e di incontri capaci di affrontare temi importanti senza superficialità”.

Il prossimo appuntamento vede protagonista Mirco Dinamo Rufilli con il suo libro "La tempesta imperfetta". Perché avete scelto di ospitare questa presentazione?

“Perché non è semplicemente la presentazione di un libro autobiografico. È il racconto di una vicenda umana che affronta temi universali: la fragilità, il coraggio, la capacità di rialzarsi e il rapporto con la propria comunità. Credo che Villa Vittoria Cultura debba essere anche questo: uno spazio dove le storie personali diventano occasione di riflessione collettiva”.

Dopo sei anni di attività, cosa rappresenta oggi Villa Vittoria Cultura per Firenze?

“Credo che Villa Vittoria Cultura sia ormai una realtà consolidata nel panorama culturale fiorentino. Oltre 170 eventi realizzati, migliaia di partecipanti e importanti collaborazioni con Firenze Fiera, la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, insieme al patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze e della Città Metropolitana, confermano il percorso di crescita del progetto. Per me è motivo di particolare orgoglio averlo ideato e averne seguito, come direttore artistico, lo sviluppo fin dalla nascita, contribuendo a farlo diventare un punto di riferimento per la vita culturale della città”.

Che differenza c’è tra Villa Vittoria Cultura e la società che gestisce Villa Vittoria?

“Villa Vittoria Cultura è un'associazione culturale autonoma, della quale sono presidente. La società che gestisce la struttura e sostiene economicamente ed organizzativamente il progetto culturale è la Vivi Srl. Per garantire la massima trasparenza ricordo che ho ceduto integralmente la mia partecipazione nella società all'inizio del 2024, in occasione della mia candidatura a sindaco di Firenze, proprio per ragioni di opportunità istituzionale”.

La stagione entra adesso nel vivo. Quali saranno i prossimi appuntamenti che attendono il pubblico prima della pausa estiva?

“Ci aspettano tre incontri molto diversi tra loro ma accomunati dalla qualità degli autori e dei temi affrontati. Mercoledì 22 luglio ospiteremo Giovanni Tosco, autore di "Chiedi chi era Pak Doo-Ik. Fabbri e la maledetta Corea", un volume che intreccia sport, storia e memoria attraverso una delle pagine più celebri del calcio italiano. Mercoledì 29 luglio sarà invece la volta di Bianca Guscelli con "Brandimarte. Una storia italiana", un'opera che affronta temi di grande attualità attraverso una vicenda profondamente radicata nella nostra storia. Dopo la consueta pausa estiva, Villa Vittoria Cultura riprenderà mercoledì 26 agosto con Andrea Mazzoni, autore de "L'anno che voleva cambiare le cose. Il 1975, giorno per giorno, dalle pagine de «l'Unità»", un appuntamento dedicato a un anno cruciale della storia politica e sociale del nostro Paese”.

Guardando già al futuro, quale vuole che sia il tratto distintivo di Villa Vittoria Cultura?

“Vorrei che continuasse a essere un luogo libero. Un luogo dove persone con esperienze, idee e sensibilità diverse possano incontrarsi, confrontarsi e ascoltarsi. In un tempo in cui il dibattito pubblico è spesso polarizzato, credo che creare spazi di dialogo autentico rappresenti uno dei compiti più importanti della cultura”.
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