Il trend dovuto sia alla stretta con il nuovo codice della strada sia a minori disponibilità economiche e maggiori attenzioni ai prodotti

Come riporta questa mattina La Repubblica Firenze, nel corso del 2025 produttori e categorie economiche hanno assistito alla flessione costante del consumo di vino da parte dei consumatori, stimata fra il 15 e il 20% rispetto all'anno precedente.

Un consumo, spiega il quotidiano, che si sta riorientando verso una maggiore attenzione alla qualità e verso quantità minori rispetto alla bottiglia, come ad esempio il calice: dietro questo cambiamento delle abitudini di consumo non c'è solo la scure delle nuove regole del codice della strada, che già avevano fatto preoccupare consumatori e produttori, ma una diversa attenzione della clientela al prodotto.

In particolare, spiegano al quotidiano le associazioni di categoria, nei ristoranti è sempre maggiore la richiesta di consumo al calice, riducendo quindi la dose consumata, e di attenzione nei confronti della qualità del prodotto, con vini più "di nicchia" o comunque prodotti dalle aziende del territorio che acquisiscono sempre meggiore rilevanza. E a pesare, inevitabilmente, sono anche le minori disponibilità economiche.

Il consumo di vino, che per la Toscana è una faccenda di identità, sta sì diminuendo, ma anche, e forse soprattutto, evolvendo alla luce delle nuove esigenze e sensibilità della clientela.
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