''Potevano servire per l'accoglienza diffusa di 5mila persone''

La politica del Governo sui migranti "non è solo uno stop agli sbarchi, ma è anche un'esternalizzazione della tutela di un diritto fondamentale che è il diritto d'asilo. Il progetto di due hotspot e un Cpr in Albania, per 653 milioni, sono soldi buttati via che potevano diventare invece un'accoglienza diffusa di almeno 5mila persone nei nostri territori comunali, per dei progetti di inclusione che sono importanti soprattutto in questi territori che stanno registrano lo spopolamento in maniera significativa". Lo ha detto monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo e presidente della Fondazione Migrantes, a Firenze, a margine della presentazione del documentario 'Un mare di porti lontani - Omaggio di verità a chi tende le braccia ai naufraghi del Mediterraneo'.

Per Perego "di fronte a questo fenomeno il governo italiano si sta chiudendo. Ha chiuso i porti, riaperti grazie a una sentenza della Corte Costituzionale, oggi si cerca di mandare nei porti lontani le navi che salvano i migranti nel Mediterraneo. Si spera che, in forza dell'articolo 2 e dell'articolo 118 della Costituzione, la Corte Costituzionale bocci anche questa azione del governo che scoraggia il salvataggio in mare. Mare in cui lo scorso anno sono morti mille migrati in più e già quest'anno sono già 100 in più rispetto allo scorso anno".

Per Perego "è falso dire che l'immigrazione è un fenomeno che sta segnando profondamente il nostro Paese, la verità è che in dieci anni l'Italia ha avuto 100mila immigrati in più, ma anche 1,5 milioni di giovani italiani che sono andati all'estero. Il vero dramma italiano è che l'Italia non è più un Paese attrattivo per i giovani".

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