L’opera, a firma del giornalista Massimo Sandrelli e del presidente Eugenio Giani, ripercorre la vita di uno straordinario personaggio della storia della Toscana

Mise la firma in alcune delle opere più importanti della storia della Toscana, come le bonifiche in Valdichiana e in Maremma. Fu protagonista della storia e della politica del Granducato a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento, un periodo di straordinari cambiamenti, guerre e rivoluzioni che cambiarono per sempre il volto anche del Granducato, che nel 1860 si sarebbe unito al Regno d’Italia.

Questo pomeriggio, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, il giornalista Massimo Sandrelli e il presidente della Regione Eugenio Giani – grande conoscitore della storia e delle tradizioni della Toscana – presenteranno il libro “Tra i Granduchi e Napoleone”, dedicato alla figura di Vittorio Fossombroni, statista che ha lasciato un segno profondo e indelebile nella storia della nostra Regione ma il cui nome, ai più, è sconosciuto.

Ed è proprio dalla relativa oscurità del personaggio, racconta Sandrelli, giornalista e autore del libro, è nata l’idea di raccontarne l’incredibile storia: “Girando per Firenze mi è capitato spesso di camminare per via Vittorio Fossombroni. Un nome fra i tanti, che, casualmente, era anche quello di mia moglie Maria Vittoria, che era una sua discendente. Lei in casa aveva molti documenti, cimeli e opere che raccontavano la vita di questo suo illustre antenato, e allora, spinto dalla curiosità, ho cominciato a scavare nel passato”.

Al progetto si è presto unito anche il presidente Giani, negli ultimi tempi autore di due libri storico-biografici sui Granduchi Cosimo I e Pietro Leopoldo.

La storia di Fossombroni, spiega Sandrelli, è legata indissolubilmente a quella della Toscana. E nel riannodare i fili di una vita intensa e piena di aneddoti, l’approccio seguito non è stato storico, ma giornalistico: l’indagine non si è concentrata tanto sulla ricostruzione dell’ordine cronologico dei fatti, quanto piuttosto sull’ampia sfumatura della personalità di un uomo che lo stesso Sandrelli descrive come “pigro, intelligente, divertentissimo, dotato di una cultura sconfinata e di molteplici talenti”, tanto da arrivare ad essere, verso la fine della sua vita, anche poeta.

E sarà proprio una poesia a firma di Fossombroni che, questo pomeriggio, chiuderà la presentazione del libro.

“Ci sono alcuni aneddoti memorabili, come l’incontro con Talleyrand e Metternich, che nel libro ho voluto riportare, anche se un po’ romanzato per renderlo ancora più incredibile” spiega ancora Sandrelli. E nel tracciare il quadro del Fossombroni politico e amministratore, si sofferma sulla politica di tolleranza del governo di Leopoldo II e del Fossombroni, un unicum nell’Italia del 1820-1830, in piena ebollizione e percorsa, da nord a sud, da moti, cospirazioni e tensioni che sarebbero esplose, infine, nei moti del 1848. “La Toscana, all’epoca, era una sorta di isola felice, un rifugio per tutti quegli intellettuali che, altrove, avrebbero passato guai seri” commenta Sandrelli.

“Ma una delle cose che più mi ha colpito è che la sua tomba si trova in Santa Croce, e che la basilica fosse la sua ultima dimora lo volle direttamente il granduca Leopoldo II, con il quale lavorò a stretto contatto” conclude.

Appuntamento questo pomeriggio in Sala del Pegaso, ore 17:30.

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