Nel corso del Festivbal nazionale dell'Economia Civile, in corso a Firenze, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha rivendicato il ruolo del settore cooperativo nel panorama economico attuale: "Dobbiamo ripartire dal protagonismo dei territori e delle comunità: la cooperazione serve a questo, oltre che per fare tante cose che le istituzioni non riescono più a fare come nell'ambito della sanità, della scuola, del sociale, perchè le cooperative hanno un ruolo fondamentale e servono per ritrovare una prospettiva necessaria per non lasciarci andare alla disperazione, all'atteggiamento che ci fa pensare che non c'è una prospettiva per i nostri figli".
Per Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, intervenuto nello stesso panel di Gardini, "oggi assistiamo a un fenomeno preoccupante che è la scarsa resa dell'investimento sociale: facciamo sacrifici per mandare i figli a scuola e poi siamo costretti a chiederci se effettivamente questo investimento vale la pena di essere sostenuto; e lo stesso vale per quanto investiamo nella cura delle persone e nella difesa della sanità universale. Il fatto che l'investimento sociale abbia una scarsa resa è un problema e va risolto".
Gabriele Sepio, coordinatore dei tavoli tecnici del Piano d'azione per l'Economia sociale del Mef, ha sottolineato la necessità di un quadro normativo mirato che riconosca la specificità degli enti dell'economia sociale. "Gli enti dell'economia sociale caratterizzati da centralità della persona, assenza di lucro e obiettivi collettivi, oggi non agiscono con le stesse regole degli altri operatori e perciò sono penalizzati: questo va risolto".
Per Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, intervenuto nello stesso panel di Gardini, "oggi assistiamo a un fenomeno preoccupante che è la scarsa resa dell'investimento sociale: facciamo sacrifici per mandare i figli a scuola e poi siamo costretti a chiederci se effettivamente questo investimento vale la pena di essere sostenuto; e lo stesso vale per quanto investiamo nella cura delle persone e nella difesa della sanità universale. Il fatto che l'investimento sociale abbia una scarsa resa è un problema e va risolto".
Gabriele Sepio, coordinatore dei tavoli tecnici del Piano d'azione per l'Economia sociale del Mef, ha sottolineato la necessità di un quadro normativo mirato che riconosca la specificità degli enti dell'economia sociale. "Gli enti dell'economia sociale caratterizzati da centralità della persona, assenza di lucro e obiettivi collettivi, oggi non agiscono con le stesse regole degli altri operatori e perciò sono penalizzati: questo va risolto".
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