La Regione ha ufficialmente avviato il piano per la riduzione dell’aumento Irpef che l’anno scorso è stato necessario per portare al pareggio il bilancio sanitario. Il presidente Eugenio Giani mercoledì ha spiegato, durante l’incontro con la premier Giorgia Meloni, che l’operazione Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) permette di liberare 100 milioni: “Visto che voglio arrivare a fine del 2024 a ridimensionare l’aumento dell’Irpef, questi soldi sono utili”.
Giani, come sempre, è molto ottimista. Per riuscire a scalare la montagna dello sbilancio sanitario c’è ancora tanta strada da fare. E tra l’altro grazie al Fondo la Toscana recupererà sì 102 milioni di euro (che aveva anticipato) ma non tutti in un anno. Nel 2024 arriveranno infatti 50 milioni. Da soli valgono un quarto dei 200 chiesti a dicembre ai toscani (che inizieranno a pagare dall’anno prossimo, tra l’altro) per portare in pareggio il bilancio della sanità. Quindi la cifra è certamente utile ma non decisiva.
Altra cosa da sottolineare è che lo sbilancio della Regione non è di soli 200 milioni di euro ma ben più alto. Anche se quello tendenziale è sceso rispetto agli anni scorsi, comunque si resta tra i 350 e i 380 milioni. Ecco perché il recupero non sarà facile.
In assessorato e soprattutto nelle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliere si sta lavorando per ridurre le spese, cosa non facile visto che i costi della sanità sono in crescita costante. C’è una buona notizia e cioè che i conti del 2023 alla fine hanno rivelato un utile di 24 milioni, soldi che potranno essere messi come attivo nel bilancio di quest’anno. Poi si lavora appunto con le aziende. Inizialmente Giani avrebbe chiesto ai direttori generali di portare 200 milioni di risparmi. La cifra è troppo alta, irraggiungibile senza una riforma che preveda un programma di tagli.
Più probabile, lavorando sulle varie voci di bilancio e asciugando il più possibile, che si recuperino 70-80 milioni. Si spera che la cifra cresca un po’ grazie all’effetto di azioni intraprese già l’anno scorso e che dovrebbero iniziare a dare risultati adesso. Ma in tutto, tra Fsc, avanzo 2023 e risparmi di quest’anno non si arriverebbe a 200 milioni. E quindi difficilmente si riuscirebbe a ridurre l’Irpef. Il tentativo comunque si fa. I numeri potrebbero migliorare, nel senso che i tagli delle Asl potrebbero portare nelle casse più soldi.
Ovviamente tutto si risolverebbe se arrivasse il payback dei dispositivi bloccato dopo i ricorsi delle aziende produttrici e sul quale si attende la decisione della Corte Costituzionale. Le cose andrebbero diversamente se la Toscana ricevesse anche una parte dei soldi previsti, quasi 400 milioni di euro. Ma non è detto che la Consulta risolva la questione, perché anche se ammettesse la costituzionalità della norma che ha introdotto il payback ci sono i ricorsi delle aziende sulla sua applicazione.
Giani, come sempre, è molto ottimista. Per riuscire a scalare la montagna dello sbilancio sanitario c’è ancora tanta strada da fare. E tra l’altro grazie al Fondo la Toscana recupererà sì 102 milioni di euro (che aveva anticipato) ma non tutti in un anno. Nel 2024 arriveranno infatti 50 milioni. Da soli valgono un quarto dei 200 chiesti a dicembre ai toscani (che inizieranno a pagare dall’anno prossimo, tra l’altro) per portare in pareggio il bilancio della sanità. Quindi la cifra è certamente utile ma non decisiva.
Altra cosa da sottolineare è che lo sbilancio della Regione non è di soli 200 milioni di euro ma ben più alto. Anche se quello tendenziale è sceso rispetto agli anni scorsi, comunque si resta tra i 350 e i 380 milioni. Ecco perché il recupero non sarà facile.
In assessorato e soprattutto nelle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliere si sta lavorando per ridurre le spese, cosa non facile visto che i costi della sanità sono in crescita costante. C’è una buona notizia e cioè che i conti del 2023 alla fine hanno rivelato un utile di 24 milioni, soldi che potranno essere messi come attivo nel bilancio di quest’anno. Poi si lavora appunto con le aziende. Inizialmente Giani avrebbe chiesto ai direttori generali di portare 200 milioni di risparmi. La cifra è troppo alta, irraggiungibile senza una riforma che preveda un programma di tagli.
Più probabile, lavorando sulle varie voci di bilancio e asciugando il più possibile, che si recuperino 70-80 milioni. Si spera che la cifra cresca un po’ grazie all’effetto di azioni intraprese già l’anno scorso e che dovrebbero iniziare a dare risultati adesso. Ma in tutto, tra Fsc, avanzo 2023 e risparmi di quest’anno non si arriverebbe a 200 milioni. E quindi difficilmente si riuscirebbe a ridurre l’Irpef. Il tentativo comunque si fa. I numeri potrebbero migliorare, nel senso che i tagli delle Asl potrebbero portare nelle casse più soldi.
Ovviamente tutto si risolverebbe se arrivasse il payback dei dispositivi bloccato dopo i ricorsi delle aziende produttrici e sul quale si attende la decisione della Corte Costituzionale. Le cose andrebbero diversamente se la Toscana ricevesse anche una parte dei soldi previsti, quasi 400 milioni di euro. Ma non è detto che la Consulta risolva la questione, perché anche se ammettesse la costituzionalità della norma che ha introdotto il payback ci sono i ricorsi delle aziende sulla sua applicazione.
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