Le parole del padre di Giulia Cecchettin a Palazzo Vecchio

"Giulia non aveva capito di essere oggetto di violenza, fino a 10 giorni prima mi diceva 'Papà stai tranquillo. Filippo non farà mai male a nessuno' quando in realtà era già stata oggetto di stalking e non se n'è accorta. Quello che Giulia diceva penso fosse l'effetto di uno stalking esagerato, anche se purtroppo non è stato riconosciuto. Invito a chi vive situazioni come quelle a condividerle, senza aver paura di giudizi: è la differenza che" ci può essere "tra la vita e la morte". Lo ha dichiarato Gino Cecchettin, padre di Giulia, vittima di femminicidio in occasione dell'evento 'Con lo sguardo al futuro: educare a una cultura della non violenza', a Palazzo Vecchio. Cecchettin è presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, nata proprio in memoria della figlia.
    
"Io non sto facendo tutto questo per i miei figli ma per la comunità - ha aggiunto -. Ed è una cosa che non avrei mai pensato di far nella mia vita. Non vorrei sperare che i vostri genitori possano vivere ciò che io ho vissuto. So quanto è il dolore che ho provato. Lo metto a frutto per cambiare le cose, per far sì che esperienza vissuta possa essere agente di cambiamento".

    
"Io sono un ostinato ottimista, so che dovrò condividere con un dolore incredibile fino all'ultimo dei miei giorni ma so che ci sono momenti di felicità nell'avvenire. Io invito ai ragazzi a credere nella vita - ha concluso Cecchettin -. La felicità è credere nella vita".
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