In città per l'anniversario della Convenzione europea per il paesaggio, il ministro non ha risparmiato un riferimento al cubo nero

A Firenze in occasione del venticinquesimo anno della Convenzione europea del paesaggio, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli si è soffermato sul tema dell'equilibrio fra presenza umana, ambiente e paesaggio, tema spesso al centro della discussione a Firenze: "Nel nostro piano Olivetti l'idea della rigenerazione urbana delle periferie metropolitane, dei borghi, delle aree isolate, rientra in un complesso di progetti che riguardano l'interazione tra l'uomo, il paesaggio e l'ambiente, ovviamente. Dove c'è spopolamento c'è desertificazione, non soltanto metaforica, c'è abbandono". 
      
"Noi - ha concluso - abbiamo il dovere di perseguire, attraverso il piano Olivetti in tutta Italia, un modello di sviluppo in cui il decisore pubblico, le istituzioni pubbliche e la società civile, i corpi intermedi, i cosiddetti privati, riprendono a interagire virtuosamente per occuparsi del territorio, della società e quindi anche necessariamente dell'ambiente circostante".

Il ministro non ha risparmiato un riferimento all'ormai famigerato 'cubo nero' realizzato là dove prima c'era il Teatro Comunale: "Lo skyline di una città come Firenze avrebbe bisogno di maggior attenzione e cura. Ma insomma, questo è un lavoro di cui prenderemo le misure strada facendo. Ci sono tante esigenze che non riguardano soltanto la Toscana, naturalmente - ha continuato il ministro della Cultura - La bellezza va preservata perché è espressione di consapevolezza delle città, sia nelle aree urbane sia nelle aree non urbanizzate. Ho fatto un esempio del cosiddetto cubo nero di Firenze, il palazzo costruito al posto del demolito Teatro Comunale, perché se ne parla tanto e perché è oggettivamente materia di discussione".
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