'Fatto tecnico crea incertezza, è violenza sociale invisibile'

 Il giorno dopo il corteo di Firenze per chiedere quando riapre la ex Gkn, allo stabilimento di Campi Bisenzio oggi sono riunite 30 comunità energetiche da tutta Italia, "solidali e complici della reindustrializzazione ecologica della fabbrica", "noi siamo già al lavoro. Non ci sarà transizione ecologica senza fabbriche socialmente integrate - afferma in un comunicato stampa il Collettivo di Fabbrica - e non ci saranno fabbriche socialmente integrate senza comunità consapevoli, in piedi, mutualistiche. Ieri 10.000 persone hanno fatto una domanda: quando riapre la fabbrica? Nessuna risposta".
      
Quello di ieri a Firenze è stato "il dodicesimo corteo organizzato in quattro anni, al quale hanno partecipato 10mila persone", aggiunge il Collettivo spiegando nella stessa nota che il corteo del 18 ottobre è stato "solo l'ultimo capitolo e come sempre l'ultimo è il più difficile. In questo caso perché chiamato a denunciare un fatto apparentemente tecnico. Ma in verità di una gravità enorme. Il consorzio industriale pubblico è già arrivato dopo mesi, se non anni di ritardo. La beffa, gravissima, insopportabile: creato ad agosto, non sarà operativo per mesi".

      
"Un espediente tecnico, la nomina di un revisore contabile, disaccoppia definitivamente forse i tempi del consorzio da quelli della reindustrializzazione dal basso - afferma il Collettivo di Fabbrica - E questo non poteva non essere conosciuto, saputo, risaputo. Tanto che è difficile non sospettare il dolo. Altri mesi di incertezza e di attesa: questa è la violenza sociale invisibile dall'alto verso il basso. E a cui ci si aspetta che i poveri e i disoccupati rispondano con silenzio e sorrisi".
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