L'onorevole Chiara Gribaudo è intervenuta oggi a Firenze, a Casa Rider, per la presentazione della proposta di legge 'Griseri-Prisco' per l'estensione della tutele della categoria: "Serve un ammortizzatore sociale che tuteli quei lavoratori e quelle lavoratrici quando c'è un evento meteo, perché dire soltanto 'Fermatevi e non lavorate' non è certo una copertura seria" ha detto la deputata.
L'evento è statio organizzato e promosso da Nidil-Cgil.
"Chiediamo la discussione in commissione lavoro alla Camera della proposta nella sua interezza", ha detto Gribaudo, ricordando che "durante le sessioni di bilancio dello scorso anno la legge era stata trasformata in un emendamento alla manovra per provare a strutturarla, con un fondo sperimentale di tre anni. Il governo l'ha bocciata: l'abbiamo ripresentata nei decreti successivi laddove c'era una compatibilità di materia, ma è sempre stata bocciata. Ci sono in questo momento due veicoli, la nuova legge di bilancio e il decreto sicurezza sul lavoro che attendiamo ancora di vedere dove inizierà l'iter parlamentare. Noi proveremo anche in quel contesto".
"Il diritto alla sicurezza non può essere una variabile dipendente dal meteo o dai profitti delle piattaforme, ma un principio universale del lavoro. Le battaglie legali degli ultimi anni, da Palermo a Torino, da Milano a Firenze, hanno già stabilito che chi lavora sotto il controllo dell'algoritmo deve essere riconosciuto come lavoratore subordinato, con diritti e sicurezza garantiti. Ora è tempo che anche il legislatore ne tragga le conseguenze, superando definitivamente il cottimo e costruendo un sistema di tutele universali, a partire proprio dalle situazioni di rischio climatico. Con questa proposta, la politica può e deve colmare un vuoto che i rider non possono più sopportare da soli" è stato il commento di Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil-Cgil.
L'evento è statio organizzato e promosso da Nidil-Cgil.
"Chiediamo la discussione in commissione lavoro alla Camera della proposta nella sua interezza", ha detto Gribaudo, ricordando che "durante le sessioni di bilancio dello scorso anno la legge era stata trasformata in un emendamento alla manovra per provare a strutturarla, con un fondo sperimentale di tre anni. Il governo l'ha bocciata: l'abbiamo ripresentata nei decreti successivi laddove c'era una compatibilità di materia, ma è sempre stata bocciata. Ci sono in questo momento due veicoli, la nuova legge di bilancio e il decreto sicurezza sul lavoro che attendiamo ancora di vedere dove inizierà l'iter parlamentare. Noi proveremo anche in quel contesto".
"Il diritto alla sicurezza non può essere una variabile dipendente dal meteo o dai profitti delle piattaforme, ma un principio universale del lavoro. Le battaglie legali degli ultimi anni, da Palermo a Torino, da Milano a Firenze, hanno già stabilito che chi lavora sotto il controllo dell'algoritmo deve essere riconosciuto come lavoratore subordinato, con diritti e sicurezza garantiti. Ora è tempo che anche il legislatore ne tragga le conseguenze, superando definitivamente il cottimo e costruendo un sistema di tutele universali, a partire proprio dalle situazioni di rischio climatico. Con questa proposta, la politica può e deve colmare un vuoto che i rider non possono più sopportare da soli" è stato il commento di Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil-Cgil.
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