L'attaccante islandese contro la Francia ha incantato dopo aver segnato una doppietta all'Ucraina e ora Pioli spera di vederlo al top anche con la Fiorentina

Chiamatelo pure "Lo strano caso del Dottor Jekyll,  e del signor Hyde" in salsa viola ed ogni riferimento a fatti, persone o cose realmente accaduti (non) è puramente casuale. Lui è Albert Gudmundsson e appunto si divide tra una splendida versione di se (in nazionale) salvo poi trasformarsi (in negativo) non appena reindossa la maglia della Fiorentina. Era successo in occasione della sosta di settembre, quando Gud si era pure infortunato con l'Islanda compromettendo un paio di partite in viola, e si è ripetuto adesso. Due partite di qualificazione ai mondiali, due gol (all'Ucraina) e un assist (contro la Francia) in mezzo ad una prestazione totale. Corsa, idee, giocate, personalità. Tutto quello percui il club di Commisso ha deciso di investirci quasi 20 milioni di euro e che, da queste parti, non si è praticamente mai visto. Una bella beffa, anche se adesso tutti (Pioli per primo) si augurano di ritrovare un giocatore finalmente libero di testa e, perché no, capace di replicare anche con la Fiorentina le prove offerte con la propria nazionale. Anche perché, e così veniamo alla strettissima attualità, quasi certamente il mister dovrà fare a meno di Moise Kean sia domenica col Milan che giovedì a Vienna contro il Rapid e per questo poter contare sul vero Gud (sperando che quello vero sia quello in versione islandese) sarebbe determinante. Di certo, se c'è un momento per mandare segnali, è questo. Adesso, sostanzialmente, o mai più.

Nel frattempo Pioli dovrà ovviamente cercare di dare alla squadra quell'identità che per il momento non si è mai vista e pazienza se il calendario mette davanti ai suoi ostacoli apparentemente complicatissimi. Prima i rossoneri, quindi il Bologna al Franchi, e poi l'Inter, di nuovo al Meazza. Tre gare nelle quali i viola devono necessariamente trovare dentro di loro la forza per reagire e uscire dalla crisi muovendo una classifica che altrimenti, ancor più di quanto già non lo sia, si farebbe davvero preoccupante. Sperando in Gudmundsson e, perché no, anche in Piccoli e Dzeko. 



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