A dirlo è il segretario della Fiom Stefano Angelini

Dal settore metalmeccanico a quello della moda, alle prese con una crisi drammatica. L’industria fiorentina attraversa un momento di grandissima difficoltà, acuito dalla deindustrializzazione alla quale è andata incontro la regione nel corso degli anni, che ha sviluppato la propria economia nella direzione del turismo e dell’accoglienza.

A lanciare l’allarme sul momento a dir poco difficile che il comparto attraversa è a La Nazione il segretario della Fiom di Firenze, Prato e Pistoia Stefano Angelini, che riferendosi al settore metalmeccanico fa l’esempio della crisi alla Targetti Sankey, per la quale è stato aperto un tavolo in Regione, o il rilancio dell’ex Gkn con il varo della legge regionale sui consorzi industriali.

Impossibile però non citare il caso, emblematico della crisi che sta attraversando una certa parte dell’economia toscana, della moda: un settore che in regione raccoglie alcune delle firme più conosciute del mondo ma che è alle prese con una crisi profondissima.

E a peggiorare la situazione già di per sé non semplice, spiega al quotidiano Angelini, i dazi americani e l’incertezza a livello internazionale, con il mercato americano che sembra chiudersi all’importazione di merci europee (e quindi toscane), mettendo in crisi quei segmenti produttivi che sull’export hanno fatto affidamento per anni.


Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies