Aumentano in Toscana incidenti e morti sul lavoro e crescono le malattie professionali.
Lo certificano i dati Inail e la Cgil regionale, con Mirko Lami del dipartimento Salute e sicurezza, che sottolinea come serva uno sforzo di tutti "al fine della tutela dell'integrità psicofisica dei lavoratori e delle lavoratrici", utilizzando al massimo anche "la nuova tecnologia, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale".
E, ancora, tra le proposte, "concepire gli investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come una capacità di evitare un danno e non semplicemente evitare un costo, ciò comporterebbe già di per sé un risparmio per le aziende e per la società, coinvolgere gli Rls e gli Rlst; aumentare il numero di ispettori, togliere, dalla contrattazione di secondo livello, i premi elargiti se si abbattono gli infortuni perché abbiamo visto che vi è una tendenza a nasconderli; premiare chi produce la sicurezza. Tutti strumenti - spiega - che possono aiutare a tornare a casa dopo una giornata di lavoro".
Secondi i dati pubblicati nei giorni scorsi da Inali relativi ai primi otto mesi del 2024 gli infortuni non mortali sono stati 31.430 contro i 30.922 del 2023, in crescita quelli mortali, con 39 vittime anziché 32, a cui si sommano i deceduti in itinere.
"Un altro dato, molto importante e anche impressionante, è quello relativo all'aumento delle malattie professionali che quest'anno arrivano a 7019 a fronte dei 5836 del 2023, cioè un incremento del 20,27%. Serve un grande sforzo, da parte di tutti, per abbattere questo muro terribile dei 1000 morti sul lavoro all'anno in Italia".
Lo certificano i dati Inail e la Cgil regionale, con Mirko Lami del dipartimento Salute e sicurezza, che sottolinea come serva uno sforzo di tutti "al fine della tutela dell'integrità psicofisica dei lavoratori e delle lavoratrici", utilizzando al massimo anche "la nuova tecnologia, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale".
E, ancora, tra le proposte, "concepire gli investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come una capacità di evitare un danno e non semplicemente evitare un costo, ciò comporterebbe già di per sé un risparmio per le aziende e per la società, coinvolgere gli Rls e gli Rlst; aumentare il numero di ispettori, togliere, dalla contrattazione di secondo livello, i premi elargiti se si abbattono gli infortuni perché abbiamo visto che vi è una tendenza a nasconderli; premiare chi produce la sicurezza. Tutti strumenti - spiega - che possono aiutare a tornare a casa dopo una giornata di lavoro".
Secondi i dati pubblicati nei giorni scorsi da Inali relativi ai primi otto mesi del 2024 gli infortuni non mortali sono stati 31.430 contro i 30.922 del 2023, in crescita quelli mortali, con 39 vittime anziché 32, a cui si sommano i deceduti in itinere.
"Un altro dato, molto importante e anche impressionante, è quello relativo all'aumento delle malattie professionali che quest'anno arrivano a 7019 a fronte dei 5836 del 2023, cioè un incremento del 20,27%. Serve un grande sforzo, da parte di tutti, per abbattere questo muro terribile dei 1000 morti sul lavoro all'anno in Italia".
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