“Conference? Ci riproveremo”

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"Vincere una coppa ma arrivare settimi-ottavi in campionato? No, non firmo, perché l'obiettivo è quello di migliorare il piazzamento in campionato. Poi se ci aggiungiamo un trofeo che resta in bacheca, non sarebbe male". Vincenzo Italiano, ai microfoni di Sportitalia, fissa il traguardo.

I viola vogliono risalire la classifica e al contempo 
"cercheremo di arrivare fino in fondo in Conference League, perché l'esperienza dell'anno scorso è stata troppo bella. Chiaro che ci è rimato l'amaro in bocca, ma ci riproveremo. Tra il settimo posto e vincere un trofeo? Qualcosa in bacheca non è disprezzato. Vedremo se riusciremo ad ottenerlo".

Alla terza stagione sulla 
panchina viola, Italiano in realtà sembra stare a Firenze da molto più tempo "perché si lavora bene, perché in società c'è gente spettacolare, sono due anni e mezzo che otteniamo risultati spettacolari. Abbiamo raggiunto una qualificazione ad un coppa europea dopo tanto tempo e poi le due finali disputate l'anno scorso. Quest'anno stiamo avendo una marcia, a livello di classifica, soddisfacente. Abbiamo vinto l'ultima partita, che ci mantiene attaccati alle prime posizioni, e siamo ancora in corsa in Coppa Italia e Conference League, dove vogliamo arrivare in fondo, perché l'anno scorso è stato un cammino fantastico e ci crediamo ancora".

Contro la Lazio lunedì scorso, ha confessato Italiano, "noi di motivazioni ne avevamo tantissime: ritornare a vincere, battendo un avversario che in questi tre anni non siamo mai riusciti a battere. Questi due obiettivi ci hanno permesso di prepararla bene, con grande attenzione. La prestazione è stata di grande livello. Siamo riusciti a mettere in difficoltà una squadra in salute, e la soddisfazione è stata doppia. Nico Gonzalez e i rigori? Ha un modo di calciare che sembrava infallibile. Ha nel Dna l'essere un rigorista e l'essere freddo. Mi ha detto lui stesso che quando ce ne sarà un altro lo ricalcerà".

Fra i rimpianti della sua carriera "non aver comunicato in maniera corretta il mio addio a Spezia perché sono stati due anni fantastici, avevo instaurato un rapporto spettacolare con l'ambiente, con i tifosi e con tutti, e quello è un errore che ancora oggi non mi perdono".

Infine una battuta sull'Inter capolista: "E' forte in tutti i reparti, ha personalità, fisicità, tecnica. Si vede che è un gruppo unito, adesso sono tre anni che sono con lo stesso allenatore, se li trovi tutti in giornata, come ad inizio anno, è difficile batterli“.
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