"Nel calcio nulla è impossibile". Paolo Vanoli prova a scuotere la sua squadra reduce da due sconfitta di fila, penultima in classifica e attesa domenica dalla trasferta contro i campioni d'Italia dell'Inter. Non sarà facile però per i viola portare via punti da Milano, perché la difesa continua a incassare troppi gol (17) e l'attacco fatica a concretizzare le occasioni che crea.
"Ci aspetta una squadra forte, che non ha bisogno di presentazioni, quindi servirà la partita perfetta sapendo che ci sarà tanto da soffrire - l'ammonimento del tecnico viola - Gli episodi arbitrali non devono essere un alibi e l'ho ribadito anche ai ragazzi, cerchiamo piuttosto di alzare il livello di attenzione ed essere meno vulnerabili. Bisogna trovare il giusto equilibrio e stiamo tutti lavorando, io per primo, per riuscirci". Intanto però la classifica preoccupa e il calendario è difficile.
"Aver preso così tante reti, lo dico anche da ex difensore, mi urta non poco. Però qualche segnale di reazione questo gruppo lo ha lanciato, dobbiamo trovare la nostra strada. Se sento la fiducia dei dirigenti? Il fatto che mi abbiano richiamato e che io sia tornato dimostra quanta unità di intenti ci sia e questo conta molto. Certo, possono mandarmi anche domani, il calcio è questo, ma c'è un grande confronto qui e la priorità è come detto portare la Fiorentina a essere una squadra che non subisce più così tante reti. E sia chiaro, non è un problema di singoli ma di mentalità''.
Per questo motivo Vanoli difende a spada tratta De Gea finito nel mirino delle critiche dopo le recenti prestazioni: ''David è il mio capitano e non si discute''. Quanto alla formazione e al modulo per la sfida con l'Inter il tecnico ha fatto capire di avere ancora più di un dubbio e riguarda tutti i reparti a partire dal centrocampo dove è possibile il rilancio di Brescianini. Sicura intanto l'assenza di Atta, Ranieri e Parisi ancora ai box per i rispettivi infortuni.
"Ci aspetta una squadra forte, che non ha bisogno di presentazioni, quindi servirà la partita perfetta sapendo che ci sarà tanto da soffrire - l'ammonimento del tecnico viola - Gli episodi arbitrali non devono essere un alibi e l'ho ribadito anche ai ragazzi, cerchiamo piuttosto di alzare il livello di attenzione ed essere meno vulnerabili. Bisogna trovare il giusto equilibrio e stiamo tutti lavorando, io per primo, per riuscirci". Intanto però la classifica preoccupa e il calendario è difficile.
"Aver preso così tante reti, lo dico anche da ex difensore, mi urta non poco. Però qualche segnale di reazione questo gruppo lo ha lanciato, dobbiamo trovare la nostra strada. Se sento la fiducia dei dirigenti? Il fatto che mi abbiano richiamato e che io sia tornato dimostra quanta unità di intenti ci sia e questo conta molto. Certo, possono mandarmi anche domani, il calcio è questo, ma c'è un grande confronto qui e la priorità è come detto portare la Fiorentina a essere una squadra che non subisce più così tante reti. E sia chiaro, non è un problema di singoli ma di mentalità''.
Per questo motivo Vanoli difende a spada tratta De Gea finito nel mirino delle critiche dopo le recenti prestazioni: ''David è il mio capitano e non si discute''. Quanto alla formazione e al modulo per la sfida con l'Inter il tecnico ha fatto capire di avere ancora più di un dubbio e riguarda tutti i reparti a partire dal centrocampo dove è possibile il rilancio di Brescianini. Sicura intanto l'assenza di Atta, Ranieri e Parisi ancora ai box per i rispettivi infortuni.
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