La Fiorentina è attesa dal match con l’Inter

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A.A.A. cercasi gioia per la Fiorentina. Dopo aver dovuto patire le pene dell’inferno l’anno scorso, il rischio è quello di dover fare i conti con un’altra stagione di sofferenza. Nonostante la carrellata di volti nuovi e i milioni spesi sul mercato, quei sogni di gloria che hanno accompagnato l’estate della piazza viola non sono arrivati neanche all’autunno. Ma, tra il dover abbassare l’asticella degli obiettivi e il dover scongiurare il rischio di ritrovarsi nuovamente in piena lotta per evitare la retrocessione, ci dovrebbe essere una via di mezzo che, ad oggi, ancora non si è riusciti a trovare.
Cercasi gioia, ancora una volta. La sfida contro i Campioni d’Italia dell’Inter, capolista anche quest’anno, a San Siro, dove la squadra di Chivu ha messo a referto 4 vittorie su 4 segnando 15 reti di cui 5 all’Udinese, 3 al Parma, 4 al Monza e 3 al Napoli, dove i nerazzurri non perdono dal derby del novembre 2025, è di quelle proibitive. Ma, al tempo stesso, potrebbe essere il trampolino di ri-lancio verso una stagione che tutti sperano possa svoltare da un momento all’altro.
Servirebbe la bacchetta magica a Vanoli per correggere l’imbarazzante fragilità difensiva di questa Fiorentina, sempre battuta almeno una volta da ogni avversario, quasi sempre due volte da tutti tranne che dal Napoli (2 gol concessi a Venezia, Genoa e Torino, 3 a Frosinone e Como, 4 alla Roma), sempre sotto all’intervallo tranne che con Toro e Venezia, sempre andata in svantaggio se non col Torino, nonostante i cambiamenti continui dei 4 difensori, delle coppie di centrali, dei terzini sinistri etc etc. Insomma, un disastro, con difficoltà di De Gea annesse. D’altronde la mediana non fa filtro, i terzini non sanno difendere e…l’attacco segna col contagocce. E infatti, gli ultimi tre gol segnati sono arrivati con due deviazioni casuali su tiri/cross di Jimenez e con Pongracic. Beto, Gnonto e Njie sono ancora a secco, Mastantuono ha segnato solo col Venezia e Pellegrino è a secco dalla serata in Laguna, prima, ultima e unica gioia di questi primi due mesi di Serie A.
A.A.A. cercasi gioia. La Fiorentina ne ha bisogno come il pane. Per l’oggi e per tornare a sperare in un domani che non sia come lo ieri.
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