Tra le protagonista della 3ª edizione de “La Toscana delle donne”, c’è l’attrice comica Katia Beni che, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, salirà sul palco del Teatro della Compagnia per portare in scena, insieme alla collega Benedetta Giuntini, lo spettacolo dal titolo “Diritti o Rovesci…ma pari”: “Finalmente – dice l’attrice ai microfoni di Firenzedintorni.it – entro al terzo anno di questa importante manifestazione, “La Toscana delle donne”, e lo faccio con due cose. Prima di tutto con uno spettacolo in chiusura di manifestazione il 25 di novembre, che si chiama “Diritti o Rovesci…ma pari”. Insieme a me, in questo spettacolo, ci sarà un’altra attrice, ovvero Benedetta Giuntini. Di che cosa si tratta? Di un’intervista semiseria tra una giornalista un po’ fuori di testa e un’attrice comica che prova a rispondere a domande sulla parità di genere, sui diritti, sulla discriminazione generazionale, sulla conciliazione vita-lavoro, sul body shaming, sul body positivity, sulle donne nella scienza e, ovviamente, si parlerà anche di violenza. Tutto questo con una chiave totalmente comica e ironica, perché alla base c’è questa leggerezza – che non è superficialità, guai! – che secondo me serve per far arrivare a tutti un messaggio importante. Io difendo la leggerezza, così come difendo la comicità e l’ironia per mandare e portare messaggi”.
Quanto è contenta, da toscana, di partecipare a “La Toscana delle donne”?
“Sono contentissima e devo dire che ho anche un altro progetto di cui parlare… è un progetto collaterale a “La Toscana delle donne”, si chiama “Red carpet women” ed è uno spettacolo in cui il tappeto lo porto io. Io arrivo con un tappetino rosso sotto braccio che stendo ogni volta che vado ad intervistare, anzi la parola intervistare non mi piace, ogni volta che vado ad incontrare, a chiacchierare con le donne del mondo dello spettacolo, ma non solo. Anche artiste, cantanti, donne del mondo della cultura. Saranno degli incontri a modo mio. Anche tutto questo in chiave ironica, divertendomi a tirare fuori da parte di queste donne, anche quelle più seriose se si vuole, la parte più giocosa che hanno. Un modo, il mio, anche per promuovere le stagioni dei teatri, soprattutto nei tanti teatri che abbiamo in Toscana, anche in provincia, che sono bellissimi. Quindi valorizzare, a mio modo, anche questi teatri che forse non tutti conoscono”.
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