La nostalgia dei cinema di Firenze che non ci sono più

Era il 1982 quando Francesco Nuti presentó “Madonna che silenzio c’é stasera” al cinema Manzoni di Firenze nel quartiere 5 in via Mariti. Sono passati 40 anni e oggi le cose sono cambiate e non poco. Adesso la struttura é fatiscente e abbandonata. Ma come siamo arrivati a questo? Andare al cinema é sempre stato aggregazione, condivisione, divertimento, emozioni. La fila per il biglietto, aspettarsi fuori per entrare tutti insieme, scegliere i posti non assegnati, immergersi nel profumo di popcorn, sentire lo scartoccio di caramelle e patatine. Le risatine di sottofondo e quei primi baci con la luce dello schermo. Ora il cinema ha sempre lo stesso fascino ma ha perso quell’aura speciale essendo tutto fruibile, tutto veloce, dato per scontato e soprattutto tutto online visibile comodamente dal proprio divano senza dover uscire. Cosí, il Cinema Manzoni, nato come sala cinematografica, nel 2008, come tante altre sale, ha chiuso i battenti.

Un’altro punto della città storica, un punto di ritrovo per il quartiere sia di Novoli che di Rifredi con il bandone abbassato e quintali di cartacce, volantini e spazzatura e altri rifiuti dietro le saracinesche con le vetrine impolverate. Totalmente abbandonato. Occupato abusivamente e conseguentemente sgomberato, lo stabile all’angolo del Ponte di Mezzo oramai é fatiscente. Poi dopo 10 anni di chiusura, nel 2019, sembrava esser tornata la speranza, improvvisamente una nuova insegna, vetrate aperte: Accademia del teatro e della danza. Si sperava in una rinascita, in nuovo punto cittadino dedicato alle arti performative e invece, già dopo poco tempo nuovamente bandone abbassato, insegna mezza tolta con sotto la precedente del cinema sporca e illeggibile e il solito degrado. Pare che sia stata la falce del Covid a mietere anche questa vittima e quindi privare i cittadini di un punto di ritrovo e i giovani di una scuola di danza e altre forme d’arte.

Una struttura che conta circa 1000 metri quadri che non riesce a trovare pace, sarebbe dovuto tornare a essere un luogo di incontri, di spettacoli, feste e proiezioni e invece é stato abbandonato. Nessuno ne parla, nessuno ci pensa, con il nuovo centro commerciale aperto a due passi che comprende anche un cinema multisala, le vecchie realtà come queste fanno fatica a restare in vita o a trovare nuovi progetti di riqualificazione. Anche il progetto dell’esselunga che sarebbe dovuta nascere difronte ha solo aggiunto una tragedia a quell’incrocio restando anch’essa scheletro fatiscente imponente e intoccabile.

E tutti gli altri cinema?
A Firenze non solo il cinema Manzoni ha sentito l’incombere del fallimento, all’anno scorso il conteggio delle sale chiuse a Firenze era di 20 sale in 20 anni: Manzoni, Goldoni, Supercinema, Nazionale, Ciak, Colonna, Vittoria, Gambrinus, Apollo, Astra 1, Variety, Capitol, Ariston, Fulgor, Spazio Uno, Ideale, Eolo, Universale e in ultimo i due a luci rosse Arlecchino e Italia.

Ad oggi i cinema storici “di quartiere” ancora vivi sono il cinema Fiamma, l’ Adriano, il Principe, il Flora, il Portico, pochissimi se si pensa anche solo a pochi anni fa. Vittime dello streaming, delle piattaforme o di una passione che sta perdendo pubblico?

Ma non é un problema legato solo alla nostra città, in tutta Italia si contano infatti oltre 2mila sale chiuse e ciò ha comportato anche la totale assenza di cinema in alcune città, costi elevati e poco sostegno delle realtà comunali in alcuni casi e anche la difficoltà dei proprietari e delle società di produzione e distribuzione. Un cambiamento significativo sotto i nostri occhi ai quali in pochi fanno caso ma che rappresenta un epoca che finisce che non riesce a essere sostituita o riportata in vita ma sottomessa da costi elevati e concorrenza decisamente competitiva.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies