"Speriamo che venga anche per me quel desiderato giorno, ma chissà quando. Per ora facciamoci coraggio, cari genitori, e preghiamo Dio che ci dia la salute per poter passare questo brutto periodo di tempo: passerà anche questa". Scriveva così Carlo Graziani, soldato di San Polo in Chianti, in una lettera inviata dal fronte alla famiglia e al figlio, Giampiero, di due anni, il 5 novembre 1942.
Non li avrebbe più rivisti.
La sua lettera è stata ritrovata da un assiduo frequentatore di mercatini dell'antiquariato di Scarperia (Firenze), dedito alla ricerca di manoscritti e documenti storici, e consegnata ieri nel corso di una commemorazione di due vittime delle truppe nazifasciste nella frazione di San Polo in Chianti, nell'ambito delle celebrazioni dell'80mo anniversario della Liberazione di Greve in Chianti (Firenze).
La lettera, spiega una nota, è stata consegnata dai sindaci di Greve Paolo Sottani (in foto) e di Scarperia e San Piero Federico Ignesti a Giampiero Graziani, residente a San Polo, presente alla cerimonia. Nella lettera Carlo chiede notizie dei genitori e aggiornamenti sulla vendemmia ("Sento che finalmente avete finito di svinare"), la semina, la gestione dei maiali. Racconta delle piogge d'autunno anche se "l'anno scorso c'era già la neve".
Non parla della guerra, ma rassicura la madre e il padre sul suo stato di salute, confidando che le cose si rimettano presto.
Carlo è morto nella primavera del 1944 in un ospedale del Montenegro, per malattia.
"La gioia di poter stringere tra le mani un oggetto che parla del mio caro babbo - ha dichiarato con commozione Giampiero Graziani - di poter leggere le sue parole, osservarne la calligrafia, è infinita. Mi restituisce un importantissimo elemento di memoria, un segno del passato che non ho mai vissuto e ho immaginato per una vita".
"Una lettera bellissima - hanno dichiarato i sindaci Sottani e Ignesti - una preziosa testimonianza che fa emergere sia l'affetto di Carlo Graziani per la propria famiglia, l'interesse per la loro quotidianità in campagna e la speranza di riabbracciare un giorno i propri cari, sia la consapevolezza del mittente sulla grave difficoltà del momento che sta vivendo. Siamo stati particolarmente felici ed emozionati di poter recapitare la lettera scritta durante il secondo conflitto mondiale al figlio Giampiero".
Non li avrebbe più rivisti.
La sua lettera è stata ritrovata da un assiduo frequentatore di mercatini dell'antiquariato di Scarperia (Firenze), dedito alla ricerca di manoscritti e documenti storici, e consegnata ieri nel corso di una commemorazione di due vittime delle truppe nazifasciste nella frazione di San Polo in Chianti, nell'ambito delle celebrazioni dell'80mo anniversario della Liberazione di Greve in Chianti (Firenze).
La lettera, spiega una nota, è stata consegnata dai sindaci di Greve Paolo Sottani (in foto) e di Scarperia e San Piero Federico Ignesti a Giampiero Graziani, residente a San Polo, presente alla cerimonia. Nella lettera Carlo chiede notizie dei genitori e aggiornamenti sulla vendemmia ("Sento che finalmente avete finito di svinare"), la semina, la gestione dei maiali. Racconta delle piogge d'autunno anche se "l'anno scorso c'era già la neve".
Non parla della guerra, ma rassicura la madre e il padre sul suo stato di salute, confidando che le cose si rimettano presto.
Carlo è morto nella primavera del 1944 in un ospedale del Montenegro, per malattia.
"La gioia di poter stringere tra le mani un oggetto che parla del mio caro babbo - ha dichiarato con commozione Giampiero Graziani - di poter leggere le sue parole, osservarne la calligrafia, è infinita. Mi restituisce un importantissimo elemento di memoria, un segno del passato che non ho mai vissuto e ho immaginato per una vita".
"Una lettera bellissima - hanno dichiarato i sindaci Sottani e Ignesti - una preziosa testimonianza che fa emergere sia l'affetto di Carlo Graziani per la propria famiglia, l'interesse per la loro quotidianità in campagna e la speranza di riabbracciare un giorno i propri cari, sia la consapevolezza del mittente sulla grave difficoltà del momento che sta vivendo. Siamo stati particolarmente felici ed emozionati di poter recapitare la lettera scritta durante il secondo conflitto mondiale al figlio Giampiero".
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