Durante le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione di Firenze, Alberto Locchi ha condiviso i ricordi della madre Paola, undicenne l’11 agosto 1944, come riportato questa mattina da La Nazione.
Cresciuta in un palazzo sul lungarno Vespucci, in anni difficili ma non privi di risorse grazie al lavoro del nonno come portiere, la bambina visse episodi di grande pericolo: la notte in cui soldati tedeschi bussarono violentemente al portone, affrontati con coraggio dalla nonna, e il bombardamento americano della Leopolda, quando una bomba colpì per errore il teatro Comunale a pochi metri da casa.
Rifugiata in cantina, vide le mura tremare e, all’uscita, i segni della devastazione. Con la liberazione, lo stesso palazzo divenne quartier generale alleato: al primo piano l’intelligence inglese, al secondo il generale Mark Wayne Clark, con cui la bambina fece un giro in jeep e condivise una fetta di torta, assaporando per la prima volta pane bianco e burro di arachidi.
Cresciuta in un palazzo sul lungarno Vespucci, in anni difficili ma non privi di risorse grazie al lavoro del nonno come portiere, la bambina visse episodi di grande pericolo: la notte in cui soldati tedeschi bussarono violentemente al portone, affrontati con coraggio dalla nonna, e il bombardamento americano della Leopolda, quando una bomba colpì per errore il teatro Comunale a pochi metri da casa.
Rifugiata in cantina, vide le mura tremare e, all’uscita, i segni della devastazione. Con la liberazione, lo stesso palazzo divenne quartier generale alleato: al primo piano l’intelligence inglese, al secondo il generale Mark Wayne Clark, con cui la bambina fece un giro in jeep e condivise una fetta di torta, assaporando per la prima volta pane bianco e burro di arachidi.
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